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23.9.11

Notizie random arcobaleno

Eccoci tornati all'irregolare appuntamento con le notizie random, stavolta tutte dedicate al mondo lgbt, perché quello che è appena iniziato si preannuncia un autunno bollente per l'universo gay: tra promesse di outing mantenute, adolescenti suicidi e preti sieropositivi, in questi giorni una potente ondata ha travolto l'Italia (e non solo) riscuotendola dal torpore che da tanto, troppo tempo la avvolge. Si tratta di notizie di cui tutti ormai sono al corrente, ma un blog come il mio non può esimersi dal parlarne.

Iniziamo subito dalla cronaca estera. Pochi giorni dopo l'abolizione ufficiale della legge Don't ask don't tell che impediva ai militari USA (uomini e donne) di dichiarare la propria omosessualità, il quattordicenne Jamey Rodemeyer si è suicidato. Jamey, bisessuale, si era dedicato attivamente ad iniziative per combattere il bullismo contro gli omosessuali, bullismo di cui lui stesso era vittima, fino a che non ha retto e ha deciso di farla finita, lasciando un commovente ringraziamento a Lady Gaga per il suo impegno nel campo dei diritti lgbt. Come dire, un passo avanti e due indietro. L'episodio ha commosso il pianeta, e ha fatto infuriare la Germanotta, la quale ha sfoderato gli artigli e ha chiesto un colloquio con Obama per porre fine a quella che è una vera e propria piaga. La notizia si commenta da sola, non c'è bisogno di aggiungere altro. Voglio solo rivolgere una domanda al nostro Parlamento, lo stesso che poco tempo fa ha votato l'incostituzionalità di una legge contro l'omofobia: quanti ragazzi come Jamey devono morire ancora prima che voi vi rendiate conto di cosa è capace la crudeltà della gente? Quante persone hanno fatto la stessa fine di Jamey a causa della vostra ipocrisia?

E parlando di ipocrisia nel Parlamento italiano, passiamo alla prossima notizia. E' successo. E' stato annunciato da mesi, e dopo numerosi rinvii che sembravano far pensare che l'iniziativa fosse stata solo un'inconcludente minaccia, il tanto temuto outing contro i politici italiani gay e omofobi è finalmente una realtà: stamattina sul sito dell'iniziativa sono stati fatti i primi dieci nomi, senza se e senza ma, e a breve ne saranno pubblicati altri dieci (ne parla anche Repubblica).


Che dire? Non so che effetto avrà questa vera e propria bomba a mano che è stata lanciata sul mondo politico italiano. Certo, con B. di scandali ce ne sono un giorno sì e l'altro pure, e nessuno sembra troppo turbato. Ma qui si tratta di froci. Froci, tra l'altro, che per nascondersi attaccano brutalmente e sistematicamente le persone come loro. Froci responsabili della vita infernale in cui vivono i gay italiani. Non so se queste persone mi fanno più pena o più schifo. Forse tutti e due. Probabilmente nei prossimi giorni si alzerà un polverone, con un abuso di termini come diffamazione e privacy. Fanculo, dico io. Perché se uno da una parte lo prende in culo, dall'altra si para quello stesso culo grazie alle poltrone che occupa, esaltando la famiglia naturale di giorno e facendo bocchini di notte, beh, quel qualcuno è un pezzo di merda e un pavido e non merita nessun rispetto. E in amore e guerra tutto è concesso, e questo di sicuro non è il primo caso. Nel frattempo Emilio Fede, vista l'aria che tira, si dedica a dieci minuti battutine omofobe a rivolte a Vendola (cliccate il link per ascoltare). Tranquillo, Emilio, lo sappiamo che non sei gay, tu selezioni solo le puttane per il tuo capo.

Ipocrisia e omofobia fanno rima con Chiesa cattolica. Ed parliamo quindi di Don Carlo Rebagliati, intervistato in questi giorni a Mattino 5. Per dire cosa? Che i gay sono contro natura? Che Dio scaglierà fulmini e saette su tutti i culattoni? No, Don Carlo ha ammesso di essere gay e sieropositivo, e di avere confessato tutto al proprio direttore spirituale il quale gli ha detto in parole povere "tanto se sei prete non scopi comunque, fine della questione". Pare vero. Oggi Don Carlo è indagato per induzione alla prostituzione. Leggetevi l'intervista pubblicata da Repubblica, e poi ditemi: la Chiesa, che parla tanto di natura e cazzi e mazzi, ma si rende conto di quanto sia innaturale e forzata l'astinenza sessuale che impone ai preti? Se non vuole rendersene conto, amen. Ma almeno non rompesse il cazzo con chi ha scelto di non vivere una vita nella frustrazione come hanno fatto loro.
Intanto ho sentito raccontare da un amico gay di cui non rivelerò il nome (protezione delle fonti, come insegna il buon Mikael Blomkvist della trilogia Millennium) che anche nel suo paese c'era un prete gay e sieropositivo, che prima si inculava i ragazzetti e poi li accompagnava a fare il test dell'HIV.

E concludiamo con una notizia leggera, che riguarda il mondo gay da vicino. A Londra si è appena svolta l'annuale serata di beneficenza della Fondazione Raissa Gorbaciova per i bambini malati di cancro. E che c'entrano i gay? C'entrano perché alla serata ha partecipato la meravigliosa Geri Halliwell, un'icona per tutti i gay della mia generazione. E lasciatemelo dire, è sempre stata la più fica delle Spice, ma questa più si fa vecchia più è bella. Pare che Geri stia per pubblicare un nuovo album: sarà vero? Chissà, intanto godiamocela in tutto il suo splendore.



28.7.11

Gay, fine di una legge mai nata

di Rosa Ana De Santis

La Camera ha respinto per la seconda volta la legge sull’omofobia che voleva riconoscere sul piano normativo delle aggravanti per le discriminazioni di natura sessuale ai danni degli omosessuali. La proposta era nata anche sull’onda di episodi di cronaca che in una pericolosa escalation avevano contato numerose vittime di violenza e di abusi e aveva conquistato una credibilità trasversale per l’impegno del Ministro Mara Carfagna (svanito presto) e di Paola Concia del Pd che l’aveva sostenuto con forza con molte altre deputate.
La legge crolla in aula per le pregiudiziali di costituzionalità. Udc, Pdl e Lega hanno espresso i loro 293 SI alle pregiudiziali contro i 250 uniti per il NO.  Gli astenuti sono stati 21, tra cui brilla con sfacciata incoerenza politica proprio il nome del Ministro delle Pari Opportunità che aveva ingaggiato, almeno sulle copertine dei rotocalchi, la battaglia contro le discriminazioni sessuali con tanto di manifesti a crocette e di foto di gruppo al fianco di Vladimir Luxuria.
Le ragioni del Pdl o quelle della Lega ruotano tutte intorno al rifiuto di quella protezione privilegiata che la legge avrebbe offerto alle vittime di discriminazioni sessuali. Un principio che, secondo loro, farebbe a pugni con l’eguaglianza dei cittadini a prescindere da sesso, credo religioso e politico come affermato dalla nostra Costituzione. Peccato che l’eguaglianza scritta sulla carta e di assoluta inappuntabilità formale spesso ha bisogno di essere “riempita” di contenuti speciali laddove la realtà non coincide con la giustizia, l’essere con il dover essere.
Tra l’altro, risulta stupefacente che il Pdl, che chiede ogni due giorni le modifiche alla Carta invocandone un suo presunto superamento, nell’occasione sia così attento ad ossequiarne il testo, guardandosi bene dallo spirito e dal senso profondo che i padri costituenti vollero dare all’uguaglianza. Proprio la lettera della Carta, dove invoca uguaglianza rispetto ai sessi, pone con forza il rifiuto della discriminazione e apre quindi ogni possibilità alle sanzioni per chi discrimina. Dunque, un’aggressione contro una persona perché gay non riduce a reato comune il fatto, ma lo carica semmai dell’intento discriminatorio che dovrebbe trovare una sanzione appropriata in sé.
Il governo e i cattolici ossessionati dai gay ricorderanno che qualcosa di analogo è stato fatto per la violenza sessuale ai danni delle donne. La legge stabilisce che una violenza ai danni del corpo femminile non può essere uguale alla violenza fisica tout court, ha qualcosa di diverso in sé, più grave e tale da meritare un’aggravante speciale. Stessa cosa per le molestie a carattere sessuale o per le famose quote rose da inserire nella rappresentanza. Del resto quando la violenza e la discriminazione hanno una finalità di tipo razziale e xenfobo sono più gravi della violenza”punto e basta”.
La Lussana, voce della Lega, ha provato in aula a smontare la proposta di legge proprio evidenziandone le insidie del principio di eguaglianza, senza capire che non si sarebbe trattato di inficiare il principio di eguaglianza, ma di declinarlo secondo quelle che sono autentiche emergenze sociali.
Il Ministro, promotore della battaglia di civiltà, avrebbe potuto ricordare ai suoi amici di partito che l’eguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge è proprio ciò che molti cittadini non hanno “di fatto”. Gli omosessuali non sono uguali agli altri cittadini. Subiscono numerose discriminazioni, non sono riconosciute le loro unioni, non hanno gli stessi diritti per una casa popolare o dentro gli ospedali. E ora un’aggressione di tipo sessuale passerà per una rissa come tante. Il presidente della Camera non ha potuto fare altro che registrare il voto, ma ha espresso la sua personale posizione contro le pregiudiziali.
La legge muore prima di nascere, nel tradimento del Ministro che avrebbe dovuto difenderla e nell’ostinazione di chi rifiuta culturalmente la condizione degli omosessuali a tal punto da non vederne le prevaricazioni subite e le mille forme di esclusione sociale da cui sono vessati.
L’Italia con questo voto ha scelto di non recepire il Trattato di Lisbona che ha impegnato l’Europa contro tutte le discriminazioni sessuali (omosessuali, lesbiche e trans). Ancora una volta siamo fuori o indietro. E’ questo il marchio di casa nostra, in una carambolesca adorazione di quel principio di eguaglianza che è così facile da difendere se tanto non cambia nulla nella realtà. Diceva Hegel “tanto peggio per i fatti”.

26.7.11

Bocciata la legge contro l'omofobia

Non ho la voglia né la fantasia di commentare quello che è successo oggi, d'altronde cosa c'è da commentare, il titolo parla chiaro. Non sono nemmeno abbastanza incazzato per inveire contro i nostri politici, contro il papa e contro il popolo italiano, cosa che di solito faccio con estremo piacere. Forse perché in fondo non è che mi aspettassi niente di diverso, ormai le illusioni e le speranze le ho perse da tempo.
Una cosa mi fa sorridere: come questi buffoni ignoranti si arrampicano sugli specchi per il timore di apparire quello che realmente sono, dei bigotti incivili, razzisti, omofobi e ipocriti. Secondo questa gente, una legge contro l'omofobia è incostituzionale, perché discriminerebbe gli eterosessuali. Come dire che una legge contro il razzismo è incostituzionale perché discriminerebbe i bianchi. Sì, certo. Il mio capo ufficio mi tormenta perché sono nero, ma non posso avere protezioni dalla legge perché altrimenti il tormentatore si sentirebbe discriminato. E la gente che mi prende a sprangate per strada mentre sto per cavoli miei perché sono frocio verrebbe discriminata se facessimo una legge che punisse i loro impulsi bestiali.
DISCRIMINATA UN CAZZO.
Di cosa hanno paura queste persone? Che se la legge passasse, prima o poi ci potrebbero andare di mezzo loro? Che se la legge passasse, non potranno più permettersi di lanciare le loro frecciatine e esaltare la loro (presunta) virilità, cosa a cui B. ci ha abituato già da tempo?
Complimenti, Italia, hai perso l'ennesima occasione per diventare un paese civile.
Per quanto mi riguarda, io oramai non mi sento né rappresentato, né protetto dal mio paese. Prenderò atto e trarrò le mie conseguenze.

14.7.11

Boicottiamo Luca Carboni

C'è qualche frocio alla lettura che ascolta ancora Luca Carboni? Ottimo, perché è arrivato il momento buono per smettere.
Il sig. Carboni si prepara a far uscire il suo nuovo album "Fare le Valigie", e ha deciso di festeggiare l'occasione con qualche bella sparata omofoba su Vanity Fair, come riportato da queerblog. In poche parole, Luca Carboni crede nel matrimonio come sacramento pur non essendo sposato (ma lui e la sua compagna vivono come se lo fossero... 无语), è contrario ai matrimoni gay e non metterebbe dei bambini in mano a una coppia di omosessuali. A quanto pare, il caro Luca ci teneva proprio a dimostrare come:
1. fosse un ignorante bigotto
2. non abbia ben chiaro il concetto di laicità
3. le leggi cattoliche valgano a volte sì a volte no, cioè per convivere con la sua compagna non valgono, per far sposare i gay sì.
Ottima mossa pubblicitaria non c'è che dire, complimenti! E cosa possiamo fare noi? Semplice, boicottarlo, ammesso che qualcuno lo ascolti. Io da parte mia ho già postato sulla sua pagina facebook questa frase:
Gentile sig. Carboni, farò tutto ciò che è in mio potere perché nessun gay compri il suo cd.
E voi come pensate di reagire a quest'ennesimo affronto alla nostra dignità e ai nostri diritti da parte di un personaggio pubblico?

4.7.11

MSN, Gay Pride, varie ed eventuali

Dibattito su MSN, ieri, sull'utilità del Gay Pride. Dibattito che mi ha fatto riflettere su alcune cose, e che riporto di seguito pari pari. La mia interlocutrice sarà chiamata, per motivi di privacy, M., anche perché il nostro dialogo è riportato solo in quanto indicativo del mio pensiero ed esemplare per il tipo di considerazioni che voglio fare, certo non per criticare M. Per par condicio, comunque, anche io sarò chiamato, per motivi di privacy, X.:


(...)
M.: forse cmq ed è un mio parere manifestazioni tipo il gay pride
       che pare il carnevale di rio
       ha l'effetto opposto di confermare in molti i pregiudizi che hanno nei 
       confronti dei gay
X.: boh per me no
       cioè i carnevali hanno proprio questa funzione
       quella di ribaltare i ruoli
       e sono sempre di più gli etero che partecipano
       l'altro giorno al village ce stavano una cifra di etero
M.: ma xkè le serate al gay village sn fighissime
      come quelle al mucca
X.: tutti fichi assurdi che si baciavano con donne...
      maledetti!
M.: ahahahahahahah
X.: appunto, anche il pride è divertente
M.: non so fino a che punto
X.: quest'anno c'erano un sacco di genitori con i bambini
      è stato proprio bello vederli
      è una festa
M.: mia sorella è venuta a fare le foto al gay pride
      e ne è venuto fuori un reportage che invece ha me ha messo 1 sacco di
      tristezza
X.: non capisco perché
      cioè, non si tratta di sfatare dei pregiudizi
      si tratta di dire "ebbene sì, esiste anche gente così, volenti o nolenti"
M.: si ma il fatto è che chi è gay non è diverso dagli altri
X.: non è vero, i gay sono gay
      il fatto è che sono uguali in quanto esseri umani
      ma diversi in quanto gay
      capisci?
      poi certo, io sono un tipo tranquillo
      e al pride ce so andato come me vesto di solito
      c'è gente che non lo è
      io le piume non me le metterei mai
      c'è chi se le mette, e allora?
      non è che vale meno di altre persone perché si mette le piume
      è una realtà diversa, punto
      ma non meno legittima delle altre
M.: non si tratta di valere di meno o di+
      solo che dato che ci stanno problemi 
      tipo gente che viene picchiata e ridotta in fin di vita
X.: si tratta del fatto che fare finta che queste cose non ci siano per sfatare i 
       pregiudizi
      significa comunque reprimere se stessi per essere accettati
M.: xkè si ha paura del diverso
X.: si certo
      il pride il diverso te lo sbatte in faccia una volta all'anno 
      non avrebbe senso se non fosse così
      serve per dire, guarda, questa gente esiste, e ne esiste pure tanta
      rassegnatevi
      e oltre a esistere è allegra e si diverte
M.: vero
X.: poi ripeto, il pride non è una sfilata dei gay
      è una manifestazione per chi crede nel principio dell'uguaglianza degli 
      omosessuali
      dal punto di vista legale civile e umano
      voglio dire
      per manifestare contro la pena di morte, non devi essere un condannato a
      morte...
      solo che per i gay questo messaggio non passa...
      il pride è la manifestazione dei froci e basta
      non è così
M.: si ma cmq in italia non ci sarà mai questo passo
      secondo me il matrimonio e l'adozione x i gay
X.: ci sarà prima o poi
M.: non ci saranno mai
X.: certo se non si fa niente sicuro non ci sarà
M.: almeno non adesso
X.: no anche io lo credo
M.: finché i politici fanno a gara x leccare il culo ai preti
X.: si certo
      ma arriverà il punto in cui saremo gli unici al mondo
      in cui l'europa ci romperà il cazzo e roba del genere
M.: apparte che in europa
       paesi molto + liberali del nostro
       sn giunti solo di recente a questo passo
X.: appunto, piano piano
      l'importante è che uno non demorde
      pure per il femminismo è stato così
      e non è che la donna si può dire al 100% al pari dell'uomo
      di problemi ce ne sono tanti
M.: assolutamente
X.: ma SULLA CARTA almeno qualcosa si è ottenuto
     per i neri uguale
     i gay sono sempre minoranze discriminate
(...)


Come dicevo, questo dialogo contiene tutto il mio pensiero a proposito del Gay Pride, e contiene anche quelle che sono le idee più diffuse e a mio parere più sbagliate sia per quanto riguarda il Gay Pride, sia per quanto riguarda l'omosessualità in generale.
Tengo a precisare che M. è una persona piacevolissima e apertissima (oltre a essere una frociarola), e proprio questo mi ha fatto rendere conto quanto queste idee distorte siano radicate anche nelle persone migliori, per non dire nei gay stessi.


Innanzitutto, il problema dell'uguaglianza.
Mi rendo conto che il concetto di uguaglianza viene sempre più frainteso, anche se in buona fede, come in questo caso. C'è una differenza sostanziale tra uguaglianza e omologazione. Dire che i gay sono uguali agli altri non significa che non sono diversi. Significa che gli omosessuali sono in tutto e per tutto come ogni altro essere umano, e come tali godono degli stessi diritti e hanno gli stessi doveri di una qualsiasi altra persona. Significa che l'orientamento sessuale è irrilevante ai fini legali e dei diritti umani. Questo non vuol dire che gay e etero sono uguali, così come la parità dei sessi non significa che uomo e donna siano uguali, anzi sono diversissimi, diamine, e menomale!


Qui entriamo nel secondo argomento, quello dei pregiudizi da sfatare.
Si dice che il Pride accentui la diversità tra gay e etero, facendo in definitiva il contrario di ciò che si propone. Ma i gay non hanno bisogno di dimostrare di essere come gli etero, perché non lo sono. I gay, secondo me, hanno bisogno di dimostrare la loro esistenza, di dimostrare la loro diversità e il fatto che non se ne vergognano più. Accettare il diverso non significa renderlo uguale a sé. Accettare il diverso significa prendere atto della sua diversità e riconoscere che essa ha lo stesso diritto di essere di ogni altra manifestazione della natura umana. I gay non hanno fatto altro che mimetizzarsi per secoli, lo scopo di questi eventi è smetterla di farlo.

Un'altra cosa che mi mette tristezza è pensare che anche gli stessi gay considerino tristi le "persone con le piume" che si vedono ai Pride. Perché mai? E' gente che vive una vita diversa, vita che non impone a nessuno, si limita semplicemente ad esprimerla. Non tutti i gay sono così, è vero, ma non significa che nessuno debba esserlo.


Altro argomento, la causa gay.
Secondo me la frase che ho detto a M., "non bisogna essere condannati a morte per manifestare contro la pena di morte" è lampante: la gente si batte contro la discriminazione femminile e contro il razzismo pur non essendo né donna né "non bianco", eppure la battaglia dei diritti omosessuali è lasciata agli omosessuali. Perché? Che i diritti degli omosessuali non fanno parte di un discorso più grande di civiltà e rispetto della diversità che comprende tutti i tipi di discriminazione? Perché i Pride devono essere visti anche dagli stessi gay come la parata dei gay, e non come la manifestazione delle persone che appoggiano la causa gay?
Non credo sia un discorso "pubblicitario", cioè del modo in cui viene presentato il Pride. Sempre più spesso sento gente dire cose tipo "i problemi dei gay non mi riguardano". E' questo ad essere sbagliato. I problemi dei gay riguardano tutti in quanto appartenenti al genere umano, ed in quanto un qualsiasi gay potrebbe essere il figlio o il nipote di un qualsiasi etero che se ne chiama fuori. Perché allora questa indifferenza?

Concludo dicendo che quello che ho detto a M. alla fine del dialogo è vero: credo fermamente nel fatto che le cose cambieranno, stanno già cambiando. Questo tipo di processi sono lenti, ci vuole del tempo, sopratutto in un paese come il nostro, dove ognuno non guarda al di là del proprio orticello ed è pronto a divorare chiunque osi metterci piede, e dove ognuno ritiene che sia più conveniente spegnere il cervello e smettere di pensare, delegando questi compiti ai politici e alla chiesa, i quali ne approfittano per fare il comodo loro ma facendo credere di fare il bene di tutti. Nonostante questo, sono lo stesso convinto del fatto che le cose cambieranno, insistendo. Nel corso della storia sono avvenuti mutamenti e rivoluzioni che nessuno avrebbe mai immaginato. L'importante è che ci sia sempre qualcuno pronto a combattere perché essi si realizzino.

12.6.11

Lady Gaga, esibizione all'EuroPride

Sono senza parole. Se prima amavo Gaga, ora semplicemente la venero.
Un'esibizione memorabile, intensa, un discorso toccante e commovente.
E che presenza! Al suo ingresso, il palco si è oscurato: c'era solo lei, una dea. Per mezz'ora ha catalizzato l'attenzione di un milione di persone.
E la voce? Ragazzi, una voce da brividi, piena, calda, che ti entra nelle viscere.
Una parola: DIVINA.

9.6.11

Non sono, ma...

Se c'è una cosa che detesto e che mi fa andare il sangue al cervello è la gente ignorante che ti fa le sparate razziste e omofobe, ma per essere politically correct prima precisa "Io non sono...", tipo:

"Io non sono razzista, ma i rumeni di merda devono torna' tutti affanculo a casa loro!"
"Io non sono omofobo, ma i froci me fanno schifo e le porcate le facessero a casa loro!"

Ah no, te non sei né razzista, né omofobo, ma sei sicuramente un ipocrita del cazzo...

Per l'arrivo di Lady Gaga a Roma in occasione dell'EuroPride, i simpatici amici di Fiamma Tricolore, attraverso il loro segretario romano Stefano Tersigni, hanno pensato di comunicarci la loro opinione a proposito, consapevoli del fatto che tutti noi non aspettavamo altro.
Ora, a parte il fatto che i pomodori li tiri addosso a tua sorella, che Lady Gaga non si tocca, la frase che ha attirato la mia attenzione e che ha suscitato tutta questa riflessione è la seguente:
"(...) la famiglia è una sola, quella tradizionale. Noi abbiamo l'obbligo morale di difenderla. Non siamo assolutamente omofobi e abbiamo pieno rispetto dell'orientamento sessuale di tutti, ma concedere, ad esempio, l'adozione di un figlio ad una coppia omosessuale è un'altra cosa."
Ah, certo, voi non siete omofobi, voi non avete nulla contro gli omosessuali, pensate solo che siano immorali e che siano talmente malsani da non poter allevare un figlio.
Dico, ma che cazzo di discorsi sono?
Queste cose mi fanno andare in bestia. Odio, ODIO il politically correct a tutti i costi, sopratutto quello che serve solo per pararsi il culo e apparire meno beceri di quello che si è in realtà. Perché in realtà quello che sei è semplicemente un omofobo, un razzista ignorante che si maschera dietro belle parole e cerca di dare una giustificazione logica e morale alle proprie idee discriminatorie e infondate.
A un frocio gliene frega cazzi che tu hai aperto il discorso dicendo "Io non sono omofobo, ma...", e la stessa cosa vale per gli stranieri: alla fin fine, il risultato è lo stesso, anzi è ancora più frustrante di un insulto diretto.
Nel nostro paese siamo tutti occupatissimi ad apparire aperti e comprensivi, quando invece siamo pieni di veleno, ci mandiamo affanculo alla prima occasione e picchiamo i barboni e i gay per strada.

Non dico che sarebbe meglio insultarsi apertamente, è ovvio che sarebbe bello se fossimo davvero tutti belli e tutti bravi, ma la realtà è ben diversa, la gente così è marcia, tutta questa ipocrisia e tutta questa falsità non fanno altro che aumentare il sospetto e il rancore, e l'effetto, di base, è tale e quale a quello degli insulti fatti e finiti. Il rispetto, quello vero, è un'altra cosa, e sicuramente non è qualcosa che queste persone possono meritare.
Se qualcuno mi dice che sono un frocio, io gli dico che è vero, come è vero che quel qualcuno è un coglione. Se qualcuno mi dice che non è omofobo, ma..., io gli dico lo stesso che è un coglione.
E a quelli di Fiamma Tricolore dico: andate a zappa' la terra, andate a piantarli, i pomodori, e poi se avete ancora la forza di dire e fare cazzate gli tirate quelli, sabato, a Lady Gaga.

21.5.10

Lettera aperta

"Le leggi che colpiscono la omofobia non solo operano una discriminazione al contrario, rendendo quasi normale una cosa abominevole che va contro natura, ma addirittura arrivano ad insidiare la continuazione della specie. L' atto sessuale é volto alla procreazione, alla fertilità e dunque leggi che tollerino la omosessualità o la proteggano potenzialmente, sono crimini contro la umanità."
 Don Davide Pagliarani, Superiore della Fraternità di San Pio X
(Fonte: http://www.pontifex.roma.it/)

Mi chiamo *****, ho 25 anni.
Sono una persona normale, con molti, moltissimi difetti.
Insicuro, inconcludente, cinico, con una faccia tosta e una testa dura come un mulo, nonché pieno di ansie che spesso mi portano a concentrarmi su me stesso e a trascurare le persone che mi vogliono bene.

Ma, come tutte le persone normali, ho anche molti pregi.
Sono uno studente, e ho una carriera universitaria brillante, con una media del 29 e divesi 30 e lode.
Sono fuori corso, è vero, ma sono sempre stato tra i migliori del mio corso, ho trascorso un anno in Cina e in soli tre anni di studio parlo tranquillamente con i cinesi, un risultato straordinario.
Conduco una vita legale e onesta, rispetto i limiti di velocità a costo di farmi riempire di strombazzate di clacson, non ho mai rubato niente e mai lo farò, non ho mai saltato una coda, e per Natale invece di fare regali mando dei soldi ad associazioni umanitarie.

Ma soprattuto, ho votato la mia esistenza verso la conoscenza, il rispetto della più umile forma di vita e di tutte le diversità. Ho imparato sulla mia pelle che il mondo è talmente grande, talmente vario, che la mia umile persona è niente di fronte a tale vastità; talmente straordinario da far sì che il mio unico rammarico sia il fatto che non vivrò abbastanza a lungo per conoscere tutto ciò che vale la pena di essere conosciuto.
Ho visto gente ricchissima e altezzosa. Ma ho visto anche gente che soffre, gente che vive in condizioni pietose, gente che non ha alternative. Sono consapevole del fatto che io, da solo, non riuscirò mai a cambiare questa condizione, tuttavia posso fare qualcosa, e se anche riuscissi a cambiare il destino di una sola di queste persone, vorrà dire che la mia vita avrà avuto un senso, una ragione per essere vissuta.

C'è un altro particolare, un dettaglio. Sono gay.
Ho provato, con molta fatica e frustrazione, a farmi piacere le donne, ma proprio non c'è stato verso.
Sembrerebbe un particolare trascurabile.
Ma secondo il signor Davide Pagliarani e i suoi superiori, sono un'aberrazione, una cosa abominevole, un danno per la società, il mio comportamento è un crimine verso l'umanità intera, una minaccia.
Io sono una minaccia.

Nonostante la mia vita integerrima, nonostante il mio impegno, la mia fatica, i miei principi di uguaglianza, amore, rispetto, onestà, io sono una minaccia per la società a cui do tanto.
Sono parole che potrebbero portare a pensare: "Ma allora che senso ha?"
Non lo penso.
E non perchè creda nella bontà dell'uomo, l'essere umano, di per sé, non è mai stato buono.
No, non lo penso perchè credo in me stesso. Posso essere offeso, insultato, malmenato, ma continuerò a credere in me stesso. Continuerò a credere che un'esistenza condotta secondo i principi di civiltà, comprensione, bontà disinteressata, rispetto e onestà non può che essere giusta, anche se quest'esistenza è portata avanti da un abominio come me.
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