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21.12.11

Lettera per Babbo Natale

Caro Babbo Natale,


anche quest'anno ti scrivo una letterina con le mie richieste per i regali di Natale. Stavolta ho deciso di scriverti su questo blog, dal momento che nessuna delle lettere che ti ho mandato in Lapponia è mai stata presa in considerazione: ho pensato che l'indirizzo fosse sbagliato, oppure che non sono stato abbastanza buono (non credo), o semplicemente che si siano tutte fermate all'ufficio postale di Acilia, vista l'efficienza delle Poste Italiane. In ogni caso, quest'anno la scrivo qui e la posto anche su Facebook, quindi non ci sono scusanti.

Negli anni passati, forse, ti ho fatto richieste troppo impegnative: la pace nel mondo, il vaccino per l'Aids, l'eliminazione di Umberto Bossi, una bomba sul Vaticano... quindi questa volta voglio limitarmi a dei desideri più umili e di più facile realizzazione. Ti assicuro che sono stato buonissimo (come sempre), quindi ti prego di esaudire queste mie semplici richieste.

Per prima cosa, Babbino, vorrei tanto un netbook nuovo. So che ne ho comprato uno appena due settimane fa, ma tempo due giorni e ci ho versato sopra il caffè, per ora solo la tastiera presenta problemi (è tutta appiccicosa) ma ho paura che tra non molto ne verranno fuori altri, quindi per favore, portamene uno nuovo e non ci pensiamo più.

Insieme al netbook vorrei anche una custodia per portarlo in giro: sai com'è, finora non ho ancora avuto il coraggio di farlo uscire di casa, sbadato come sono, e anche stando dentro casa hai visto che cosa è successo. Fai una cosa, portami una scocca iperprotettiva, tipo armatura medievale, così, dovesse cadermi dal letto come è successo al vecchio portatile, almeno siamo sicuri che non si danneggia.

A proposito del vecchio portatile, quella volta che è caduto si è rotto il lettore cd: non è che potresti portarmene uno esterno? Così almeno posso sentire il cd di Robb! E portami anche un hard-disk bello capiente per salvare tutti i dati, dato che dopo la caduta il mio povero portatile non si è mai più ripreso e temo che mi abbandonerà da un momento all'altro.

Come ultima richiesta, potresti portare una bella tazza per Robb? L'altro giorno, mentre gli lavavo i piatti, ho rotto la tazza che gli aveva regalato sua sorella, e ora vorrei tanto risarcirlo con una tazza di pari valore.

Mi sembra nessuna di queste richieste sia irrealizzabile, no?

Anche se, a leggere meglio...
Fai una cosa, va', Babbo Natale, portami un cervello nuovo, che questo ormai a quanto pare è usurato e mi fa fare più danni che altro. Portami un cervello nuovo di zecca e risolviamo tutti i problemi alla radice.

Grazie Babbo!

Tuo
XieZhi

28.11.11

Laureato! Qualche vaffanculo

E pure questa è fatta, come disse Berlusconi durante un bunga-bunga. Questa laurea tanto sudata è presa, ci ho perso 5 anni e ho sputato tanto sangue, ma alla fine ci sono arrivato e sono entrato ufficialmente nel mondo dei disoccupati. Ma non ci voglio pensare, oggi si festeggia, se magna e se beve, e poi disoccupato de che che già ho iniziato la specialistica, della serie "famose male". Vabbè.
No, quello che volevo fare a questo punto era mandare qualche vaffanculo. Voglio dire, sulla tesi ci sono i ringraziamenti, le persone che ne meritavano di ulteriori sono state debitamente soddisfatte (anche se non è mai abbastanza), in questa sede, invece, voglio mandare a quel paese tutti quelli che mi hanno messo i bastoni tra le ruote in questi anni, e andassero tutti a morì ammazzati, il 110 e lode di oggi è tutto alla faccia vostra.
Come prima cosa, come non mandare a fanculo Li Chengjian, quel Li Chengjian per cui sono stato a un passo da accannare tutto? Se fosse stato per lui, questo giorno non sarebbe mai arrivato, e non sarei mai stato felice come lo sono oggi. Quindi, Li Chengjian, vaffanculo!
Il secondo vaffanculo è invece per tutti quei prof. e le loro materie inutili che mi hanno rallentato in questi anni, in particolare la Moretti e la sua geografia regionale di merda che non se sa quanto ho faticato per prepararla, Salsano e il suo Alfieri che io che studio cinese che cazzo me lo fai studià a fa, e uno su tutti Ratti e la sua storia del cazzo: se tu mi avessi fatto fare il tuo schifo d'esame, mi sarei laureato 6 mesi prima, stronzo! Ah, e tra parentesi, prendilo al culo ogni tanto. A lui e a tutti gli altri, vaffanculo!!
Ma il vaffanculo più grande va a Roma 3 tutta: se oggi ho preso 110 e lode lo devo solamente al bucio di culo che mi sono fatto e alle persone che mi hanno sostenuto sin dall'inizio (grazie, prof. Lombardi!). A te, Roma 3, non devo nemmeno un soldo bucato, da te non ho imparato assolutamente niente, e se fosse stato per te oggi sarei stato uno dei tanti laureati inetti di cui è piena l'Italia. Quindi un sentitissimo vaffanculo non te lo leva nessuno. Ci si rivede alla specialistica.

20.8.11

L'antro della strega: una storia di brividi e mansarde

Avete presente quei paesini idilliaci arroccati sulle montagne, che sembrano usciti direttamente da una miniatura medievale? Cingoli è uno di questi. Il Balcone delle Marche, è chiamato, perché da qui si può vedere tutta la costa adriatica, e nei giorni limpidi perfino le coste della Croazia.


Tutto è esattamente come nei paesi delle fiabe, dove tutti si conoscono, tutti si salutano per nome, mancano solo il re, la regina e Biancaneve. E come tutti i paesi di questo tipo, anche Cingoli ha le sue leggende, soprattutto quelle macabre.
Io a Cingoli ci ho passato l'infanzia, nonché le notti più lunghe e spaventose della mia vita: storie di lupi mannari, vecchiette che portavano i bambini chissà dove, pazzi, suicidi, riti satanici, chiese sconsacrate. Intere notti insonni nel terrore più totale, ogni rumore era una minaccia, e il battito aumentava a 3000. Bei tempi, beata innocenza!
Dopo secoli che non tornavo, quest'anno abbiamo deciso, io mia madre e mia sorella, insieme a Alessandro, di passare qui un fine settimana. Purtroppo abbiamo solo una casetta, qui, e ci sta una famiglia di rumeni in affitto, quindi ci tocca adattarci.
Bene, dovete sapere che a Cingoli c'è una vecchina che abita sola soletta in un'enorme casa di tre piani: la mattina presto la si può intravedere che innaffia il giardino, mentre Stella, la sua cagnolina, le corre tra i piedi. D'inverno dal suo camino esce sempre un filo di fumo bianco. Per questo fine settimana, abbiamo deciso di fermarci da lei. Ora, la casa al piano principale ha solo una stanza da letto e una cameretta, per me non c'è posto, ma la vecchina ha pensato a tutto, e gentilissima mi ha preparato il letto in mansarda.
Scende la sera, dopo quattro ore di viaggio e dopo un pasto abbondante mi appresto a salire le scale, esausto. Arrivo su un terrazzo, da cui si vede tutto il paese illuminato. Accendo una sigaretta e respiro l'aria fresca. Da lontano arrivano i rintocchi attenuati delle campane del duomo, che ogni quindici minuti comunicano l'ora a tutto il paese. Che pace! E pensare che una volta questo posto, di notte, mi terrorizzava!
Finita la sigaretta, mi appresto ad entrare in mansarda, ma non appena vedo la porta di quella che sarà la mia stanza, tutte le vecchie storie mi tornano in mente. E' una vecchia porta di ferro, che una volta aperta dà su un'altra porta, stavolta di legno. Con mano tremante apro anche questa, cerco l'interruttore della luce e lo scenario mi fa accapponare la pelle:


Sembra il covo di un pedofilo: una vecchia lampadina pende da un muro spiovente di mattoni, imbiancati da una gettata di calce. All'interno, mobili accatastati, un materasso scoperto, e, in una stanzetta, l'unico segno rassicurante, un letto appena rifatto, appositamente per me. Peccato che questo particolare rende il tutto ancora più raccapricciante: il letto sembra fatto apposta per invitarmi, per farmi arrendere al sonno.

I muri sono tappezzati di immagini e oggetti inquietanti, vecchie lampade, disegni di bambini, e su una toletta in un angolo sono disposte cornici polverose con foto in bianco e nero di chissà quale epoca:


In preda al panico, cerco la serratura della porta, e mi accorgo che non c'è! Sono in trappola! Chiunque può entrare in qualsiasi momento! Inizio a frugare nei cassetti e nei mobili ammucchiati negli angoli, in cerca di qualcosa per bloccare la porta, ma niente, sono sempre più terrorizzato, fino a che apro uno dei cassettoni sotto il materasso, e una scoperta raccapricciante non mi rende tutto chiaro: è veramente un luogo malvagio, e quella vecchina è una strega!!


Ora sono qui, in questa mansarda, connesso per miracolo, non so dove andare, se anche scappassi, chi andrei a cercare? E mia madre, mia sorella e mio nipote, al piano terra, che fine avranno fatto a quest'ora?

E anche se la vecchina in realtà è mia nonna, anche se questa è la stanza che lei ha preparato appositamente per me con tanto amore nella casa dove si è trasferita da poco, e anche se i particolari macabri di questa storia me li sono inventati, penso proprio che stanotte mi cagherò sotto dalla paura lo stesso.

UPDATE1: Non ce l'ho fatta e ho chiamato mia nonna a dormire con me. Sì sono un fifone. E sì, ho chiamato la vecchina della storia. Avrò fatto bene? O ho segnato da solo la mia fine???

UPDATE2: Sono vivo per miracolo. Ma non per la vecchina, e nemmeno per la bambola, ma perché ho dato una craniata a quel cazzo di soffitto che ho tirato giù tutti i santi del paradiso e oggi ho un bozzo assurdo, e mi è uscito anche sangue.

24.7.11

Senilità, ovvero quando la mamma dà cenni di cedimento

Non capisco se mia madre ci è o ci fa. E non lo dico con tono di lamentela, ma con autentica preoccupazione. Sbadata, distratta, assente, sinceramente non so se è il caso di correre ai ripari prima che sia troppo tardi.

Innanzitutto, non capisco se ha problemi all'udito o se la sua mente è completamente altrove.
Da quando mia sorella è andata a vivere per conto suo, con ragazzo e prole, in casa siamo solo io e mia madre, e questo significa fondamentalmente silenzio assoluto: tv rigorosamente spenta, io in camera a cazzeggiare e a farmi i cavoli miei (più raramente, a studiare), lei a fare chissà che. Tuttavia può capitare che io abbia bisogno di comunicare con lei:
"Mamma! Ma'! Mamma! Ah ma'!"
Niente, nessuna reazione.
Se escludiamo le ipotesi di sordità e di instupidimento, la cosa risulta del tutto inspiegabile. Voglio dire, se un richiamo, un grido all'improvviso rompe il silenzio più completo, magari puoi non capire cosa dice, ma comunque lo senti!
Che poi magari io parlo con il Gianfù (il gatto) e mia madre mi fa "che c'è?", quindi a sentire, ci sente.
Altro esempio: quando ancora mia sorella andava al liceo, capita una mattina che chiede qualcosa a mia madre, una cosa tipo "dove sono i pantaloni?", e lei "eh?? Non ti sento, ho l'acqua aperta!" "Dove sono i pantaloni?" "Eh??" "DOVE SONO I PANTALONI??" "Non ti sentooo!" "Seeee vabbè ciao ma'!" "Ma che stai già uscendo?"
...

Una cosa difficilissima da fare con mia madre è conquistare la sua attenzione. Quando si parla con lei, bisogna incalzarla e non far cadere la connessione, altrimenti bisogna ricominciare da capo, come quando si perde la frequenza e si interrompe un contatto radio.
L'altra sera c'era gente a cena, mia madre stava vicino allo scolapiatti e io avevo bisogno di un piatto pulito. La chiamo "Ma'!" lei risponde "Eh!" Fantastico, sono connesso sulla sua frequenza! "Mi porti un piatto?" Sfortunatamente, in quel momento gli ospiti a tavola hanno deciso di alzare un po' più la voce, con il risultato che il contatto si è interrotto. Una persona normale, se tu la chiami e poi non dici niente, di solito ti chiede "cosa volevi?", invece con mia madre bisogna ricominciare da capo: "Ma'!" "Eh!" e così via, sperando di mantenere la connessione attiva fino alla fine della comunicazione.

Mia madre poi parla da sola. Anche questa cosa, non si capisce da cosa dipenda, se dalla sua smania di dare fiato alla bocca (e l'ipotesi è plausibilissima, già ne avevo parlato qui),da una sorta di scissione della personalità o da pura e semplice demenza.
Per fare un esempio, mia madre si fa l'auto-cronaca delle cose che fa per casa. Tipo: "Ok, ora questi calzini li metto qui, le mutande le metto di qua, poi stendo la lavatrice e finisco di stirare quei due pezzetti...", che tu stai lì e pensi: "ma con chi sta parlando? Vuoi vedere che a 49 anni ha un amico immaginario che nemmeno io a 5 anni?"

Della sua difficoltà nell'associare nomi e volti di personaggi famosi possiamo non parlare, a quanto pare è una cosa frequente, e quindi non mi preoccupo. Tuttavia c'è un episodio che voglio riportare: quando è uscito il video di Telephone di Lady Gaga l'ho detto subito a mia madre (che è una frociara): "Ma', è uscito il nuovo video di Lady Gaga, insieme a Beyoncé!" "Noooo, daiii!! Beyoncé! Bella! Lo voglio troppo vedere!" Detto fatto, apro YouTube e ci mettiamo a guardare, lei fomentatissima. Arriva il punto in cui si inquadra per la prima volta Beyoncé e mia madre mi fa estasiata: "Ma guarda quant'è bella! Bellissima!" Poi si gira verso di me e mi fa: "Ma chi è questa?"

Parliamo invece del fatto che si dimentica le cose a distanza di pochi minuti.
Una volta mi ha chiesto di cercarle delle informazioni su un film, io ero un attimo indaffarato, e non ho sentito il titolo, solo che le è squillato il telefono e ho dovuto aspettare per richiederglielo. Roba di due minuti. Mia madre attacca e io le faccio "Com'è si chiamava il film?" "Che film?"
...

Ora ditemi, mi devo preoccupare? E' inutile chiedere a lei se va tutto bene, questo è quel genere di malattia che se ti rivolgi al diretto interessato lui ti risponderà sempre che non c'è nessun problema, sia se è sano, come è ovvio che sia, sia se è malato, perché semplicemente non se ne rende conto.
Dico che è inutile a maggior ragione in seguito a una conversazione avuta pochi minuti fa con mia madre, da cui è poi scaturita l'ispirazione per questo post:
"Ma', ma secondo te è solo senilità precoce oppure è proprio Alzheimer?"
"Magari è pazzia"
"Beh, non so cosa sia peggio tra i tre"
"Chi sono i tre?"

8.6.11

Nuova stanza: work in progress

Tra le tante novità che recentemente stanno coinvolgendo la mia vita ce n'è una, in particolare, che spicca tra le altre, per il suo carattere definitivo e irreversibile: mi sto facendo la camera nuova.
Sembra una cazzata, ma non lo è: dopo ben 15 anni, quella che è stata la mia stanza, il mio rifugio, il mio sancta sanctorum, sta cambiando completamente e radicalmente faccia.
E' da tempo che avevo in mente di rifare tutto, per almeno cinque validi motivi:

  1. Dopo 15 anni, iniziavo a temere che il mobile sopra il mio letto, ormai sovraccarico di libri, sarebbe franato sopra di me (come si dice, il peso della cultura...).
  2. Era una stanza pensata per due bambini, e ora che ho 26 anni e che mia sorella è andata a vivere per conto suo non aveva più senso tutto quello spazio occupato da vetrine con pupazzi, armadi e scrivanie.
  3. I miei libri e i miei fumetti stanno aumentando in modo esponenziale, ancora qualche mese e non sarei più potuto entrare.
  4. Generazioni di poster, foto, cornici, pecette e adesivi attaccati e staccati su tutti gli spazi di parete disponibili avevano lasciato i loro segni indelebili, portandosi via ampi strati di stucco.
  5. Semplicemente, la vecchia stanza mi aveva rotto il cazzo e avevo voglia di nuovo.
Solo che per un motivo o per un altro, vuoi perché non c'erano soldi, vuoi perché sono partito per tanto tempo, vuoi per pigrizia, non ci siamo mai decisi a fare il grande passo.
Ebbene, il momento è arrivato: mia madre ha dato il via libera e mi ha lasciato carta bianca.
Ovviamente, non potevo lasciarmi sfuggire quest'occasione praticamente unica (la prossima sarà quando mi farò casa mia, ossia in un futuro moooolto lontano): dovevo sbizzarrirmi, tirare fuori tutta la mia creatività e tutta la mia frociaggine, fare qualcosa di esagerato, di radicale, praticamente un pugno in un occhio. E a giudicare dai primi risultati, sono sulla buona strada.





Ora non mi resta che aspettare che i lavori siano finiti per sfogarmi con l'arredamento (parola d'ordine: rosso!), dopo di che attendere con ansia la prima scopata sul letto a soppalco...

20.5.10

Comunicazioni di servizio

Se c'è una cosa che mia madre e mia sorella non capiscono è che non mi devono rivolgere la parola di prima mattina.
I motivi sono almeno due:
  1. Appena alzato (magari a forza), tutto mi va tranne che chiacchierare.
  2. Parlarmi è una cosa completamente inutile. Fiato sprecato. Tanto non capisco
Tipicamente, la situazione è questa:
Preambolo: da qualche tempo ho una strana abitudine (malattia?). Non appena, aprendo gli occhi, vedo che fuori è giorno, devo alzarmi e fare colazione, altrimenti non riesco a riprendere sonno.
In queste condizioni, le mie facoltà ricettive sono simili a quelle di uno zombie, se non minori.
Mi alzo dal letto e, come un sonnambulo, mi dirigo a occhi chiusi verso la cucina. Seguendo lo stesso istinto che attira l'animale verso la preda, mi pianto davanti alla ciotola dei biscotti, in piedi, e inizio a trangugiare quello che mi capita sotto mano, tutto ciò in maniera del tutto inconsapevole, senza interrompere minimamente il sonno.
Di solito, a quell'ora, mia madre è già sveglia da almeno un'ora. Un'ora in cui non ha avuto nessuno con cui parlare (cosa frustrantissima!), e in cui ha avuto tutto il tempo per fare tre lavatrici, preparare il sugo per il pranzo, stirare qualche panno e stilare tutto il programma per la giornata. Programma di cui io, ovviamente, faccio parte, e di cui lei, dopo un'ora di silenzio, non può fare a meno di mettermi al corrente:
"Allora, questo è il sugo, gli devi dare una scaldata e poi ci metti la pasta, poi ci sono quei due bollettini, li devi pagare assolutamente che oggi è l'ultimo giorno, e mi devi passare dalla dottoressa a prendere le ricette, non ti dimenticare del pane, del latte, ti ho lasciato i soldi sul tavolo..."
Io annuisco, finisco la colazione e torno a dormire.
Poi, più tardi, mi sveglio. In casa non c'è già nessuno. Mi prendo un caffè, accendo contemporaneamente computer e sigaretta. E intanto in testa ho una strana vocina, delle curiose rimembranze di qualcosa che non riesco a capire se sia sogno o realtà. Bah, me lo sarò sognato davvero.
Poi la telefonata, immancabile:
"Hai fatto quello che ti ho detto stamattina?"
"Perchè, mi hai detto qualcosa stamattina?"
...

Io non capisco, non capisco perchè non mi lasciano un biglietto per le comunicazioni di servizio!
Lo sanno che non ricorderò niente di quello che hanno detto, la maggior parte delle volte non ricordo nemmeno che mi è stato detto qualcosa.
E allora perchè si devono ostinare a dirmi le cose quando sono appena sveglio?
Mistero.

14.5.10

Spazzatura

Ognuno in casa ha i propri compiti.
Mia madre fa tutto. Lava, stira, fa la spesa e pulisce la merda del gatto.
Mia sorella sfoga le sue manie di igiene lavando sul pulito.
Io, per tacito accordo, butto la spazzatura.

Fin qui niente da dire, se non fosse per due piccoli problemi.

Primo problema: nel mio quartiere, ci sono tre/quattro bidoni della spazzatura, sparsi nel raggio di diversi chilometri, e la mia casa si trova perfettamente al centro.
Questo significa, in poche parole, che per portare a termine il mio compito, io debba attraversare il quartiere carico di immondizia, percorrendo lunghi tragitti a piedi alla ricerca di bidoni perduti che sfuggono alla vista, si nascondono degli anfratti e nelle stradine secondarie, inenzionati a non farsi trovare, e comunque mai di strada.

Secondo problema: mia madre produce immondizia, e lo fa ad un ritmo allucinante. La situazione tipica è questa:
  • ore 18.00: esco di casa, con due o tre buste di spazzatura, in procinto di compiere la traversata. 
  • ore 18.15: ho trovato un bidone, immancabilmente straripante di immondizia.
  • ore 18.16: ho buttato la spazzatura.
  • ore 20.00: torna mia madre.
  • ore 20.30: arriva l'immancabile annuncio di mia madre: "Domani hai due secchi della spazzatura da buttare!"
Non so se sono stato abbastanza chiaro. Mezz'ora. Mezz'ora è sufficiente per farle riempire DUE secchi della spazzatura! E per fortuna che lavora tutto il giorno, e che di notte dorme, altrimenti ci servirebbe un camion! E per fortuna che non viviamo a Napoli, altrimenti ci avrebbero ostracizzato!
E' incredibile, non so da dove provenga tanta spazzatura in così poco tempo.
Non mi lamento certo del mio compito, semplicemente non mi capacito di come una persona, da sola, riesca a produrre tanta immondizia.
E' davvero da rimanerci a bocca aperta.
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