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12.11.11

Vecchi film e nuove emozioni: Il Re Leone

Ci sono dei film che sono intramontabili e che, vuoi per il fatto che sono capolavori di per sé, vuoi per tutto il carico affettivo di cui sono impregnati, uno non si stancherebbe mai di vedere e rivedere. Ieri però, per la prima volta mi è capitato di rivedere uno di questi film al cinema, e cavoli, non mi sarei mai aspettato una tale emozione.
Sì, sto parlando de Il Re Leone, il 32° classico Disney uscito per la prima volta nel 1994, e da ieri di nuovo nelle sale italiane "arricchito" dal 3D.
Che dire?
Suppongo sia inutile che vi parli de Il Re Leone, uno dei film che ha segnato l'infanzia di tutti quelli della mia generazione. Sarà, non so, la centesima volta che lo rivedo, e ogni volta puntualmente mi commuovo, ma mai, MAI come ieri: praticamente, ero in lacrime dopo i primi 10 secondi dall'inizio. Sarà l'effetto cinema? Saranno i ricordi? Sarà che dopo 17 anni mi sono ritrovato in sala a riscoprire questo capolavoro in tutta la sua maestosità? Non saprei dire, ma sicuramente ne è valsa la pena. E' stato un piacere vedere la sala piena, con gente della mia età, nostalgici come me, e bambini che per la prima volta si divertivano e si emozionavano davanti alle vicende di Simba, Nala, Timon e Pumbaa, come è successo a me quando avevo 10 anni. Ed è stato un sollievo constatare che si trattava della versione originale, senza inutili scene aggiunte e drammatici cambi di doppiaggio. Unica pecca il 3D, che proprio non riesco a farmi piacere, ma che volete, è il prezzo da pagare per rivivere queste emozioni al giorno d'oggi.
E' un po' deprimente pensare che oggi, per riprovare queste emozioni semplici e genuine, sia necessario andare a rivedere i vecchi film, ma se questo è l'effetto, ben vengano le riedizioni. E pazienza per il 3D, ce ne faremo una ragione.
Concludo con il primo, potente poster originale: godetevelo.

28.9.11

La guerra delle Biancanevi

In questi anni in quel di Hollywood si sta assistendo ad una nuova tendenza.
Dopo aver depredato in tutti i modi possibili il mondo dei supereroi a fumetti, con risultati a volte ottimi (Spider-man di Sam Raimi) ma il più delle volte disastrosi (qualche nome: Fantastici Quattro, Hulk, Daredevil...), ora il ricco forziere dei comics va esaurendosi, così come l'interesse delle persone, e mentre da una parte già si inizia con i reboot (il nuovo Spider-man è prossimo all'uscita nelle sale), dall'altra si cercano disperatamente nuove galline dalle uova d'oro da spennare fino all'ultima piuma.
E qual gallina più grassa dell'enorme repertorio di fiabe classiche, la maggior parte delle quali, tra l'altro, non sono nemmeno coperte dal diritto di autore?
Perché se di Pinocchio esistono qualcosa come venticinque versioni, le altre fiabe, a parte le rivisitazioni del lungimirante Walt Disney che sulle fiabe ci ha costruito un impero, sono praticamente territorio vergine nel mondo del cinema. E se c'è una cosa in cui gli americani eccellono è sverginare territori e prosciugarli fino a che non sono da buttare come strofinacci consunti.

 

Capostipite di questa tendenza è stato forse il Peter Pan di P.J. Hogan, uscito nel 2003, rivisitazione del racconto classico in chiave adolescenziale: praticamente, altri cinque minuti di film e Wendy e Peter finivano a letto insieme. Ma è stato l'inutile Alice in Wonderland di Tim Burton a scatenare la mania: con tutti i soldi che ha portato a casa, Hollywood si è resa conto dell'enorme potenziale delle rivisitazioni delle fiabe classiche, e così tutti a rifare le fiabe, chi in chiave dark (vedi Cappuccetto Rosso Sangue), chi in chiave avventurosa, chi in chiave moderna, e invadiamo le sale con duecento versioni della stessa fiaba prima che la gente si stufi.
Perché dovete sapere, o forse lo sapete già, che è scoppiata la guerra delle Biancanevi: ben tre film ispirati alla fiaba della principessa che per sfuggire alla matrigna si rifugia in una casetta di nani sono in procinto di uscire nelle sale di tutto il mondo.
Il primo è in cantiere in casa Disney dal 2002 e chissà se vedrà mai la luce: si tratta di The Order of the Seven, incentrato su sette spietati guerrieri dell'antica Cina. Dico, sono necessari commenti? Pare che sceneggiatore e regista siano già stati ingaggiati, ma del film non si sa ancora niente di preciso, e speriamo di continuare su questa strada.
Gli altri due film, invece, sono i veri protagonisti della guerra, uscendo praticamente in contemporanea: si tratta di Snow White di Tarsem Singh e Snow White and the Huntsman di Rupert Sanders.
Il primo racconta la storia di una fanciulla che si allea con sette nani minatori per vendicarsi della regina che ha ucciso suo padre e riprendersi il regno che le è stato sottratto. Nel ruolo di Biancaneve vedremo Lily Collins del telefilm 90210, mentre ad interpretare la regina cattiva sarà Julia Roberts. Sì, vi capisco, anch'io ho sperato fino all'ultimo che fosse solo un rumor, e invece la notizia è ufficiale.


Il secondo film, invece, vede come protagonista Kristen Stewart, la Bella di Twilight, e ora preparatevi perché non è questa la notizia più sconvolgente. Il film racconta infatti la storia di una fanciulla perseguitata dalla malvagia matrigna, invidiosa della sua bellezza. Quello che la regina non sa è che Biancaneve è stata addestrata all'arte della guerra dal cacciatore che è stato incaricato di farla fuori, e che è disposta a combattere con le unghie e con i denti per riprendersi il regno.


Ora, la domanda che io mi pongo è semplicissima: perché?
Se vuoi fare un film epico su una ragazza guerriera, che sia cinese o medievale o che so io, beh, fallo, no? Che senso ha farla passare per Biancaneve? Perché se non si era capito, possono girare anche duecento film basati su questa fiaba, ma per me la guerra delle Biancanevi è vinta in partenza: la sola, unica ed insuperabile Biancaneve cinematografica è uscita più di settanta anni fa, ed è questa qui:

4.7.11

Brave - Coraggiosa e ribelle


Iniziano a diventare sostanziose le novità su Brave - Coraggiosa e ribelle, il nuovo attesissimo film Pixar previsto per giugno 2012.
Innanzitutto, il teaser trailer e la locandina (in apertura post), mostrati in concomitanza con l'uscita di Cars 2:

In questi giorni poi si stanno moltiplicando le interviste con gli autori e si stanno diffondendo sempre più immagini, riguardanti sopratutto la rossa principessa Merida, la protagonista ribelle (a cominciare dalla chioma) del titolo:


Della trama si sa poco e niente, se non che la storia è ambientata in Scozia e parla di una principessa che infrange una non si sa che tradizione facendo un casino della madonna a cui dovrà rimediare.
Si tratta del primo film Pixar la cui protagonista è una donna, e a quanto pare è anche una donna con i controcoglioni (se non fosse per quella faccetta di pongo che a mio parere un po' stona con l'atmosfera mistica e cupa del film, ma è presto per giudicare), e che promette segnare un punto di rottura nella lunga sfilza di principesse Disney, come fece Ariel a suo tempo (tra l'altro rossa anche lei).

Ora, considerando che:
1. fino ad oggi la Pixar ha sfornato un capolavoro dopo un altro (escluso forse Cars 2 le cui recensioni non sono ottime, ma che del resto non ho ancora visto, quindi non saprei),
2. il film è ambientato in Scozia, e la Scozia è la Scozia.
3. a giudicare dalle prime immagini, solo dal punto di vista visivo deve essere un orgasmo (e ripeto, la Scozia è la Scozia)...
... ecco, non vedo l'ora che arrivi questo fottutissimo giugno 2012 per vedere questo film, e non dico altro.

10.6.11

Congiunzione astrale

o "Com'è possibile non essere gay se sei cresciuto negli anni 90"

La fine degli anni 80 è quello che si definisce un periodo di transizione: dopo quarant'anni si conclude la guerra fredda con il crollo del Muro di Berlino. Il comunismo frana come un castello di sabbia. In tutto il mondo si affermano i valori occidentali della democrazia, della libertà di espressione e di parola e dell'uguaglianza tra gli individui, capitalismo e consumismo diventano i capisaldi dell'economia globale. Tutti i punti del pianeta sono sempre più collegati tra loro, la cultura di massa di origine occidentale si diffonde a macchia d'olio.
E' in questo periodo di contraddizioni, desiderio di evasione e di emancipazione dai vecchi dogmi, dal 1985 in poi, che nasce la generazione di coloro che oggi hanno 20-25 anni.
POVERI LORO!
Una terribile congiunzione astrale sta per scatenare una serie di eventi che segneranno per sempre la vita di molti di loro, soprattutto di quei maschietti che, già in quegli anni, di giocare con le macchinine proprio non ne vogliono sapere.

1989: 
I nati dopo il 1985 sono dei frugoletti di appena 3-4 anni, troppo pochi per avere un'identità ben definita, ma abbastanza per comprendere il mondo intorno a loro e manifestare determinate tendenze.
Dopo anni di insuccessi, esce nei cinema il film che segnerà la rinascita della Disney, LA SIRENETTA.


Basato sul racconto di Andersen, è la storia di Ariel, principessa del regno dei mari dai lunghi capelli rossi, che passa le sue giornate a nuotare mezza nuda tra i suoi amici pesci, finché non si innamorerà di un bellissimo principe umano e deciderà di rinunciare alla sua coda di pesce, trasformando il suo corpo, per inseguire il suo sogno.
Il film è un successo clamoroso, vincendo due premi Oscar e due Golden Globe, e inaugurando la stagione più prolifica di principesse della storia Disney: seguiranno, infatti, La Bella e la bestia, Aladdin, Pocahontas, tutti film in cui le protagoniste femminili sono eroine coraggiose ed emancipate, pronte a tutto per inseguire i propri sogni e raggiungere l'amore.

1992:
I nostri poveri nati alla fine degli anni 80 hanno passato quasi indenni il periodo dell'asilo e hanno intorno ai 10 anni. Alle elementari maschi e femmine giocano separati, i maschi a calcio, le femmine al dottore. Ma in questi anni è frequente notare un numero maggiore di maschietti e femminucce giocare insieme: un altro evento catastrofico, dovuto alla congiunzione astrale, si sta scagliando sui poveri fanciulli indifesi.
I manga e gli anime giapponesi si sono diffusi in tutto il mondo già da qualche tempo, ma è nel 1992 (1995 in Italia) che il genere entra prepotentemente nell'immaginario collettivo, grazie al celebre anime SAILOR MOON.


E' la storia delle guerriere che vestono alla marinara, cinque ragazze forti e coraggiose che, protette dalla forza dei pianeti, si battono in gonnella contro gli emissari del male per proteggere la loro principessa e il regno della Luna.
E' un successo di scala globale: tutto il mondo è invaso dalla Sailor Moon-mania, Sailor Moon è presente ovunque, dalle edicole ai negozi di giocattoli, passando per i supermercati, i negozi di abbigliamento e le cartolerie. Il misto di sentimento, azione e umorismo attira allo stesso modo maschi e femmine, scatenando la preoccupazione di genitori e psicologi che vedono i loro bambini scagliare Cristalli di Luna e insistere per farsi comprare divise da marinaretto.
Pochi di quelli che snobbavano le macchinine e che sono stati investiti dal fenomeno delle principesse Disney sono riusciti a sfuggire a questo nuovo cataclisma. Pochi, ma non tutti: qualcuno continua imperterrito a negare di avere più Barbie delle altre compagne di classe, o a vantarsi con gli amichetti di conoscere a menadito la formazione di tutte le squadre di serie A, B, C e C1. I poveretti non sanno che cosa c'è in agguato: qualcosa da cui non riusciranno a salvarsi, qualcosa che farà crollare ogni resistenza, qualcosa che sarà per loro una svolta senza ritorno.

1995:
Esce Wannabe, il primo singolo delle SPICE GIRLS. Ed è il delirio.


Sporty, Baby, Scary, Ginger e Posh sono le componenti del gruppo musicale femminile di maggior successo nella storia del pop: al grido di Girl Power! partono alla conquista del mondo, lasciando terra bruciata ovunque passino. Nessuno riesce a scampare alle cinque esuberanti Spice Girls, nessuno riesce ad ignorarle nemmeno volendo: tutto il mondo è Spice, Spice World, i loro volti ammiccanti e provocanti sono dappertutto, sui giornali, in tv, in radio, al cinema, sulle caramelle, sulle patatine, sulle magliette, sui quaderni, ovunque. 
Colorate, sfacciate, ognuna con una personalità diversa e adatta a conquistare ogni tipo di pubblico, le Spice Girls impongono un nuovo modo di fare pop, il Bubble-gum pop, estremo, fosforescente, in cui la parola d'ordine è una sola: essere onnipresenti. Le Spice Girls sono durate appena fino al 1998, ma dopo questi quattro anni niente è stato più lo stesso. Aqua (che dedicano, tra l'altro, una canzone nientepopodimeno che a Barbie), Backstreet Boys, 5ive e tutti i gruppi di fine anni 90 devono alle Spice Girls il loro stesso motivo d'essere. E da loro a Britney Spears il passo è breve.

E i nostri poveri nati dall'85 in poi? Ormai sono adolescenti e i loro ormoni sono in subbuglio. E quelli che, nonostante La Sirenetta, nonostante Sailor Moon, ancora facevano resistenza, non possono non capitolare di fronte alle Spice Girls. Non potranno non rimanere affascinati dalla loro esuberanza e prorompenza. Non potranno resistere al ritmo di Barbie Girl, e non potranno non notare un certo turbamento alle camice aperte dei Backstreet Boys. Ed è quando si troveranno con le amiche a ballare Stop come deficienti alle feste di compleanno, non potranno fare a meno di dire a se stessi, finalmente, in preda all'estasi e alla felicità, in un moto di liberazione:

SONO FROCIO!


P.S:
Ovviamente non è assolutamente mia intenzione affermare che la causa dell'omosessualità dei 25enni di oggi sia dovuta a Sailor Moon e alle Spice Girls, né che esse hanno determinato un aumento dell'omosessualità. E' solo un modo per ironizzare soprattutto su quella che è stata la MIA esperienza personale, sui miti della mia infanzia-adolescenza e di quella di molti omosessuali come me. Con questo non voglio dare adito alle pseudo-teorie degli pseudo-psicologi: omosessuali si nasce, Spice o non Spice.
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