14.7.11

"Il cigno nero" e altre recensioni in pillole

Dato che stasera mi sento in vena di recensioni cinematografiche, adesso vi beccate anche quelle sugli ultimi tre film che ho visto in questi giorni, sempre ammesso che qualcuno lo legga questo blog, perché se così non fosse posso scrivere quello che mi pare senza farmi troppi problemi su quello che vi beccate o non vi beccate. Ma tanto scriverei quello che mi pare lo stesso, quindi dicevamo, recensioni, anzi, recensioni in pillole che voglio essere generoso e non tediare nessuno.

Il cigno nero
Consigliato fino allo sfinimento da S., finalmente mi sono deciso a vederlo, e cazzo, che film! Praticamente mi ha tenuto con il culo sul ciglio del divano dall'inizio alla fine, e mi ha fatto venire una presa a male che è durata tutta la serata. Voglio dire, un film che mantiene un tale livello di tensione e che ha effetti così prolungati sull'umore delle persone già di per sé è un buon film. Se poi ci mettiamo l'interpretazione divina di Natalie Portman nella parte di una pazza schizofrenica, non dico cazzate se parlo di capolavoro. Temo solo di finire come la protagonista, che poco ci manca, ma sono dettagli.

The Social Network
Lungo e noioso, in pratica un film che parla di un nerd (che ha cambiato la società, ok, ma sempre un nerd) e pieno di tutte quelle cose da nerd che io già è tanto che sono capace a scrivere su un blog. Per dire che dopo i primi quindici minuti già non seguivo più. Ignoranza mia. Che poi nemmeno mi ha fatto venire voglia di cancellarmi da Facebook, quindi del tutto inutile.
Scott Pilgrim vs. the World
Film inclassificabile e di una stupidità unica. Parla di un tizio sfigatissimo che suona in un gruppo e che un giorno incontra la ragazza dei suoi sogni (difatti, l'aveva sognata la sera prima), per poi scoprire che per conquistarla deve prima battere la Lega dei malvagi ex, in un susseguirsi di personaggi uno più assurdo dell'altro, e di scene al limite del nonsense. Top dei top: l'ex vegano, dotato dei favolosi poteri vegani.
Praticamente, un cult (grazie R.!).

13.7.11

Cella 211

Discreto film spagnolo del 2009, sulle condizioni nelle carceri e sull'amicizia tra uomini rudi. In breve, Juan Oliver, futuro secondino, decide di andare a visitare il carcere in cui dovrà lavorare proprio nel giorno in cui Malamadre, l'assassino più spietato e pericoloso della prigione, aveva deciso di sollevare una rivolta per chiedere un miglioramento delle condizioni dei detenuti. Che culo, eh? Come se non bastasse, il povero sfigato si prende una botta in testa, le altre guardie lo lasciano lì e lui è costretto a fingersi un detenuto per non essere scuoiato vivo seduta stante. E dire che la moglie glielo aveva detto, stai a casa, che ci vai a fare in carcere che cominci domani a lavorare? Vedi che succede a non dar retta alle mogli?
Leggo ora su internet che questo film ha ricevuto una barca di premi. A giudicare dai commenti entusiasti di mia madre durante la visione, poi, sembrava di assistere al capolavoro del secolo. Addirittura si è sentita così coinvolta che alla fine del film già mi stava elencando le sue ipotesi sul proseguimento della storia (tra l'altro il film l'ha scelto lei, perché, parole sue, adora i film con i carcerati).
Quanto a me, a parte un momento di panico all'inizio, nella scena in cui Malamadre ordina a Juan di spogliarsi, e in cui per fortuna si vede solo mezza chiappa altrimenti sarebbe stato imbarazzante con mia madre vicino, una sola, unica domanda mi ha attanagliato per tutto il film: chi è più fico, Malamadre, il rozzo dal cuore tenero, o Juan, il bello e dannato?



9.7.11

Momento di nostalgia...

... riascoltando dopo secoli questa canzone degli MGMT, che già di per sé tanto allegra non è.

Colonna sonora non solo di una delle esperienze più belle di sempre, ma forse di quella che ha cambiato del tutto la mia vita, che mi ha fatto prendere una direzione completamente inaspettata fino a poco tempo prima, e che mi avrebbe portato a diventare quello che sono oggi, nel bene e nel male, in un'escalation di emozioni, disavventure, passioni.
Allora, mentre con le cuffie nelle orecchie ascoltavo questo brano, affacciato alla finestra della mia stanza di Tianjin e guardando il cortile ustionato dal sole e le libellule svolazzare intorno alle aiuole, mi sentivo felice e appagato, consapevole della bella avventura che stavo vivendo, ma del tutto ignaro di come quella stessa  avventura sarebbe stata determinante, di come avrebbe cambiato il mio futuro solo dopo pochi mesi. E adesso, riascoltando quelle stesse note, tutte le immagini di questi due anni sono passate velocemente nella mia mente, riempiendomi il cuore di un immenso senso di malinconia.
Malinconia dovuta a quelli che ora sono bei ricordi, ma anche al fatto che oramai la mia vita non potrà più prescindere da quella svolta che questa canzone ha accompagnato, che oramai posso solo proseguire su questa via, e che ai bei ricordi di questi due anni se ne aggiungeranno altri, e altri, e altri.

6.7.11

Tabacco Vs sigarette, lo scontro finale!


Negli ultimi tempi è tornato di gran moda rollarsi le sigarette. A parte i pochi, irriducibili fumatori di sigarette, è sempre più frequente vedere gente di tutte le età sfoderare la loro bustina di Pueblo o di Golden Virginia e, filtro in bocca e cartina alla mano, iniziare a girarsi il loro drummino con nonchalance, il tutto condito con una slinguazzata finale che in molti casi scatena fantasie che è meglio non specificare altrimenti questo diventerebbe un blog VM18. Che poi ammettiamolo, mentre la sigaretta fa chic, il tabacco da rullare, magari accompagnato da una bella bottiglia di birra, da un capello sconvolto e da una barbetta incolta, dà molto quell'aria da rimastino alternativo e artistoide, di quelli che vanno in giro con la Moleskine in tasca o con la chitarra a tracolla e che passano le serate spalmati con gli amici sulle scale di piazza Trilussa, che, detto tra noi, a me attizza non poco. E volendo l'effetto può essere accentuato da quei sacchettini porta-tabacco di pelle consunti e sdruciti che si vendono già così e che fanno tanto barbone.
Quindi, diciamolo chiaramente: rollare tabacco fa sesso, è inutile che ci nascondiamo dietro ragioni tanto nobili quanto errate per giustificare l'abbandono delle sigarette già pronte a favore del "fai da te". Perché la maggior parte dei motivi che la gente elenca alla domanda "perché fumi tabacco?", oltre a essere sempre gli stessi, sono oltretutto falsi e ingiustificati.
Che poi magari uno quando passa al tabacco ci crede davvero alla validità di queste ragioni. Per tutti quelli che ancora sono convinti che fumare tabacco abbia dei benefici rispetto alle sigarette vere e che non si rendono conto che i motivi per cui lo fanno sono ben altri, vado ad elencare quelli che sono i falsi miti più comuni, insieme alla loro smentita.

1. Fumare tabacco è naturale e non fa male.
Sì, così come è naturale sfondarsi di merendine ai cinque cereali e cioccolata senza grassi aggiunti, e così come sono naturali la panza e la carie che vengono fuori. Per dire che non è che se una cosa è naturale allora automaticamente non fa male. FUMARE FA MALE, sempre. C'è chi dice che fumare tabacco fa meno male, perché (spesso, ma non sempre) non ci sono additivi, la carta è meno lavorata e ci sono minori prodotti di combustione. La quantità di tabacco poi è minore e le sigarette più corte. Ok, tutto vero. Ma a fare male, fondamentalmente, sono la nicotina (che causa problemi cardio-vascolari, oltre che di dipendenza) e il catrame, generato dalla combustione di carta, tabacco e filtro insieme, e che è la causa dei tumori. Secondo gli esperti, i benefici del tabacco da rollaggio rispetto alla sigaretta sono talmente minimi da essere trascurabili. Che poi chi fuma tabacco sa benissimo che il senso di attufamento ai polmoni rimane esattamente lo stesso, così come la voce da trans asfittico.

2. Rollare tabacco rende l'atto di fumare meno automatico, quindi si fuma meno.
Ah! Ingenui! Questa è la scusa che ho usato io con mia madre, che rompeva le palle perché io smettessi: girarsi la sigaretta è una scocciatura, non averla pronta mi dissuade dal fumare anche solo nel tragitto dalla stazione alla fermata dell'autobus, vedrai che piano piano diminuisco... Ma quando mai!!
In realtà è bastata una settimana una che mi spratichissi un po' con cartine e filtrini per farmi ricominciare a fumare come prima. Ormai sono talmente bravo e talmente veloce che non me ne accorgo neanche più, le mani si muovono da sole e riesco a rollare in tutte le condizioni, mentre guido, mentre scopo, con la pioggia e con la neve, penso che sarei capace di farlo anche a testa in giù o nel mezzo di un triplo salto mortale carpiato (se solo fossi in grado di fare un triplo salto mortale carpiato, e comunque dubito che avrei mai il fiato per farlo). Senza contare che 1, esistono le macchinette, 2, tanta gente se ne prepara una decina prima di uscire e fanculo all'effetto dissuasione.

Ma il vero, enorme beneficio del fumare tabacco è uno e uno solo, un beneficio talmente grande e tangibile da essere determinante nella maggior parte dei casi di passaggio dalla sigaretta al drummino, talmente grande da superare anche quello dell'aria da rimastino e del rimorchio facile, talmente grande da aver convinto anche i fumatori di sigarette più incalliti e più fedeli: evitare di spendere un capitale in sigarette ogni mese. E scusate se è poco! Considerato il prezzo che hanno raggiunto le sigarette, direi che ormai passare al tabacco è una scelta obbligata per il 90% dei fumatori: con 6 euro ti ci compri tutto, tabacco, filtri, cartine, e a meno che non sei una ciminiera peggio di quelle di una raffineria, con questi 6 euro ci fai non ti dico una settimana, ma 4-5 giorni sì, e se uno si fa due conti direi che il risparmio è lampante. Della serie: uccidiamoci con il fumo, ma almeno risparmiamo e godiamoci gli ultimi anni rimasti.

Che poi ok, per fare una cosa fatta per bene dovrei dire "l'ideale sarebbe smettere di fumare, il fumo uccide, il fumo danneggia te e chi ti sta intorno" ecc ecc, ma una cosa del genere detta da uno come me che la mattina non fa passare un minuto da quando si alza dal letto a quando accende la prima sigaretta della giornata verrebbe presa sul serio da qualcuno? Dubito.

P.S.: finalmente ho finito di scrivere, così posso andare a fumare!
P.P.S.: se non siete fumatori, e questo lo dico sul serio, evitate di iniziare, che avete solo da guadagnarci.

4.7.11

MSN, Gay Pride, varie ed eventuali

Dibattito su MSN, ieri, sull'utilità del Gay Pride. Dibattito che mi ha fatto riflettere su alcune cose, e che riporto di seguito pari pari. La mia interlocutrice sarà chiamata, per motivi di privacy, M., anche perché il nostro dialogo è riportato solo in quanto indicativo del mio pensiero ed esemplare per il tipo di considerazioni che voglio fare, certo non per criticare M. Per par condicio, comunque, anche io sarò chiamato, per motivi di privacy, X.:


(...)
M.: forse cmq ed è un mio parere manifestazioni tipo il gay pride
       che pare il carnevale di rio
       ha l'effetto opposto di confermare in molti i pregiudizi che hanno nei 
       confronti dei gay
X.: boh per me no
       cioè i carnevali hanno proprio questa funzione
       quella di ribaltare i ruoli
       e sono sempre di più gli etero che partecipano
       l'altro giorno al village ce stavano una cifra di etero
M.: ma xkè le serate al gay village sn fighissime
      come quelle al mucca
X.: tutti fichi assurdi che si baciavano con donne...
      maledetti!
M.: ahahahahahahah
X.: appunto, anche il pride è divertente
M.: non so fino a che punto
X.: quest'anno c'erano un sacco di genitori con i bambini
      è stato proprio bello vederli
      è una festa
M.: mia sorella è venuta a fare le foto al gay pride
      e ne è venuto fuori un reportage che invece ha me ha messo 1 sacco di
      tristezza
X.: non capisco perché
      cioè, non si tratta di sfatare dei pregiudizi
      si tratta di dire "ebbene sì, esiste anche gente così, volenti o nolenti"
M.: si ma il fatto è che chi è gay non è diverso dagli altri
X.: non è vero, i gay sono gay
      il fatto è che sono uguali in quanto esseri umani
      ma diversi in quanto gay
      capisci?
      poi certo, io sono un tipo tranquillo
      e al pride ce so andato come me vesto di solito
      c'è gente che non lo è
      io le piume non me le metterei mai
      c'è chi se le mette, e allora?
      non è che vale meno di altre persone perché si mette le piume
      è una realtà diversa, punto
      ma non meno legittima delle altre
M.: non si tratta di valere di meno o di+
      solo che dato che ci stanno problemi 
      tipo gente che viene picchiata e ridotta in fin di vita
X.: si tratta del fatto che fare finta che queste cose non ci siano per sfatare i 
       pregiudizi
      significa comunque reprimere se stessi per essere accettati
M.: xkè si ha paura del diverso
X.: si certo
      il pride il diverso te lo sbatte in faccia una volta all'anno 
      non avrebbe senso se non fosse così
      serve per dire, guarda, questa gente esiste, e ne esiste pure tanta
      rassegnatevi
      e oltre a esistere è allegra e si diverte
M.: vero
X.: poi ripeto, il pride non è una sfilata dei gay
      è una manifestazione per chi crede nel principio dell'uguaglianza degli 
      omosessuali
      dal punto di vista legale civile e umano
      voglio dire
      per manifestare contro la pena di morte, non devi essere un condannato a
      morte...
      solo che per i gay questo messaggio non passa...
      il pride è la manifestazione dei froci e basta
      non è così
M.: si ma cmq in italia non ci sarà mai questo passo
      secondo me il matrimonio e l'adozione x i gay
X.: ci sarà prima o poi
M.: non ci saranno mai
X.: certo se non si fa niente sicuro non ci sarà
M.: almeno non adesso
X.: no anche io lo credo
M.: finché i politici fanno a gara x leccare il culo ai preti
X.: si certo
      ma arriverà il punto in cui saremo gli unici al mondo
      in cui l'europa ci romperà il cazzo e roba del genere
M.: apparte che in europa
       paesi molto + liberali del nostro
       sn giunti solo di recente a questo passo
X.: appunto, piano piano
      l'importante è che uno non demorde
      pure per il femminismo è stato così
      e non è che la donna si può dire al 100% al pari dell'uomo
      di problemi ce ne sono tanti
M.: assolutamente
X.: ma SULLA CARTA almeno qualcosa si è ottenuto
     per i neri uguale
     i gay sono sempre minoranze discriminate
(...)


Come dicevo, questo dialogo contiene tutto il mio pensiero a proposito del Gay Pride, e contiene anche quelle che sono le idee più diffuse e a mio parere più sbagliate sia per quanto riguarda il Gay Pride, sia per quanto riguarda l'omosessualità in generale.
Tengo a precisare che M. è una persona piacevolissima e apertissima (oltre a essere una frociarola), e proprio questo mi ha fatto rendere conto quanto queste idee distorte siano radicate anche nelle persone migliori, per non dire nei gay stessi.


Innanzitutto, il problema dell'uguaglianza.
Mi rendo conto che il concetto di uguaglianza viene sempre più frainteso, anche se in buona fede, come in questo caso. C'è una differenza sostanziale tra uguaglianza e omologazione. Dire che i gay sono uguali agli altri non significa che non sono diversi. Significa che gli omosessuali sono in tutto e per tutto come ogni altro essere umano, e come tali godono degli stessi diritti e hanno gli stessi doveri di una qualsiasi altra persona. Significa che l'orientamento sessuale è irrilevante ai fini legali e dei diritti umani. Questo non vuol dire che gay e etero sono uguali, così come la parità dei sessi non significa che uomo e donna siano uguali, anzi sono diversissimi, diamine, e menomale!


Qui entriamo nel secondo argomento, quello dei pregiudizi da sfatare.
Si dice che il Pride accentui la diversità tra gay e etero, facendo in definitiva il contrario di ciò che si propone. Ma i gay non hanno bisogno di dimostrare di essere come gli etero, perché non lo sono. I gay, secondo me, hanno bisogno di dimostrare la loro esistenza, di dimostrare la loro diversità e il fatto che non se ne vergognano più. Accettare il diverso non significa renderlo uguale a sé. Accettare il diverso significa prendere atto della sua diversità e riconoscere che essa ha lo stesso diritto di essere di ogni altra manifestazione della natura umana. I gay non hanno fatto altro che mimetizzarsi per secoli, lo scopo di questi eventi è smetterla di farlo.

Un'altra cosa che mi mette tristezza è pensare che anche gli stessi gay considerino tristi le "persone con le piume" che si vedono ai Pride. Perché mai? E' gente che vive una vita diversa, vita che non impone a nessuno, si limita semplicemente ad esprimerla. Non tutti i gay sono così, è vero, ma non significa che nessuno debba esserlo.


Altro argomento, la causa gay.
Secondo me la frase che ho detto a M., "non bisogna essere condannati a morte per manifestare contro la pena di morte" è lampante: la gente si batte contro la discriminazione femminile e contro il razzismo pur non essendo né donna né "non bianco", eppure la battaglia dei diritti omosessuali è lasciata agli omosessuali. Perché? Che i diritti degli omosessuali non fanno parte di un discorso più grande di civiltà e rispetto della diversità che comprende tutti i tipi di discriminazione? Perché i Pride devono essere visti anche dagli stessi gay come la parata dei gay, e non come la manifestazione delle persone che appoggiano la causa gay?
Non credo sia un discorso "pubblicitario", cioè del modo in cui viene presentato il Pride. Sempre più spesso sento gente dire cose tipo "i problemi dei gay non mi riguardano". E' questo ad essere sbagliato. I problemi dei gay riguardano tutti in quanto appartenenti al genere umano, ed in quanto un qualsiasi gay potrebbe essere il figlio o il nipote di un qualsiasi etero che se ne chiama fuori. Perché allora questa indifferenza?

Concludo dicendo che quello che ho detto a M. alla fine del dialogo è vero: credo fermamente nel fatto che le cose cambieranno, stanno già cambiando. Questo tipo di processi sono lenti, ci vuole del tempo, sopratutto in un paese come il nostro, dove ognuno non guarda al di là del proprio orticello ed è pronto a divorare chiunque osi metterci piede, e dove ognuno ritiene che sia più conveniente spegnere il cervello e smettere di pensare, delegando questi compiti ai politici e alla chiesa, i quali ne approfittano per fare il comodo loro ma facendo credere di fare il bene di tutti. Nonostante questo, sono lo stesso convinto del fatto che le cose cambieranno, insistendo. Nel corso della storia sono avvenuti mutamenti e rivoluzioni che nessuno avrebbe mai immaginato. L'importante è che ci sia sempre qualcuno pronto a combattere perché essi si realizzino.

Brave - Coraggiosa e ribelle


Iniziano a diventare sostanziose le novità su Brave - Coraggiosa e ribelle, il nuovo attesissimo film Pixar previsto per giugno 2012.
Innanzitutto, il teaser trailer e la locandina (in apertura post), mostrati in concomitanza con l'uscita di Cars 2:

In questi giorni poi si stanno moltiplicando le interviste con gli autori e si stanno diffondendo sempre più immagini, riguardanti sopratutto la rossa principessa Merida, la protagonista ribelle (a cominciare dalla chioma) del titolo:


Della trama si sa poco e niente, se non che la storia è ambientata in Scozia e parla di una principessa che infrange una non si sa che tradizione facendo un casino della madonna a cui dovrà rimediare.
Si tratta del primo film Pixar la cui protagonista è una donna, e a quanto pare è anche una donna con i controcoglioni (se non fosse per quella faccetta di pongo che a mio parere un po' stona con l'atmosfera mistica e cupa del film, ma è presto per giudicare), e che promette segnare un punto di rottura nella lunga sfilza di principesse Disney, come fece Ariel a suo tempo (tra l'altro rossa anche lei).

Ora, considerando che:
1. fino ad oggi la Pixar ha sfornato un capolavoro dopo un altro (escluso forse Cars 2 le cui recensioni non sono ottime, ma che del resto non ho ancora visto, quindi non saprei),
2. il film è ambientato in Scozia, e la Scozia è la Scozia.
3. a giudicare dalle prime immagini, solo dal punto di vista visivo deve essere un orgasmo (e ripeto, la Scozia è la Scozia)...
... ecco, non vedo l'ora che arrivi questo fottutissimo giugno 2012 per vedere questo film, e non dico altro.

1.7.11

Vaffanculo, ho finito!

Che sensazione fa finire gli esami, dopo 5 anni di studio, 5 anni di materie inutili, 5 anni in cui sembra che non ci sia un termine a tutto ciò? Come ci si sente? Me lo sono chiesto per tutto questo tempo, e ora che ci sono arrivato la risposta è che non lo so. Ma ho finito, vaffanculo, ho FINITO!
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