28.11.11

Laureato! Qualche vaffanculo

E pure questa è fatta, come disse Berlusconi durante un bunga-bunga. Questa laurea tanto sudata è presa, ci ho perso 5 anni e ho sputato tanto sangue, ma alla fine ci sono arrivato e sono entrato ufficialmente nel mondo dei disoccupati. Ma non ci voglio pensare, oggi si festeggia, se magna e se beve, e poi disoccupato de che che già ho iniziato la specialistica, della serie "famose male". Vabbè.
No, quello che volevo fare a questo punto era mandare qualche vaffanculo. Voglio dire, sulla tesi ci sono i ringraziamenti, le persone che ne meritavano di ulteriori sono state debitamente soddisfatte (anche se non è mai abbastanza), in questa sede, invece, voglio mandare a quel paese tutti quelli che mi hanno messo i bastoni tra le ruote in questi anni, e andassero tutti a morì ammazzati, il 110 e lode di oggi è tutto alla faccia vostra.
Come prima cosa, come non mandare a fanculo Li Chengjian, quel Li Chengjian per cui sono stato a un passo da accannare tutto? Se fosse stato per lui, questo giorno non sarebbe mai arrivato, e non sarei mai stato felice come lo sono oggi. Quindi, Li Chengjian, vaffanculo!
Il secondo vaffanculo è invece per tutti quei prof. e le loro materie inutili che mi hanno rallentato in questi anni, in particolare la Moretti e la sua geografia regionale di merda che non se sa quanto ho faticato per prepararla, Salsano e il suo Alfieri che io che studio cinese che cazzo me lo fai studià a fa, e uno su tutti Ratti e la sua storia del cazzo: se tu mi avessi fatto fare il tuo schifo d'esame, mi sarei laureato 6 mesi prima, stronzo! Ah, e tra parentesi, prendilo al culo ogni tanto. A lui e a tutti gli altri, vaffanculo!!
Ma il vaffanculo più grande va a Roma 3 tutta: se oggi ho preso 110 e lode lo devo solamente al bucio di culo che mi sono fatto e alle persone che mi hanno sostenuto sin dall'inizio (grazie, prof. Lombardi!). A te, Roma 3, non devo nemmeno un soldo bucato, da te non ho imparato assolutamente niente, e se fosse stato per te oggi sarei stato uno dei tanti laureati inetti di cui è piena l'Italia. Quindi un sentitissimo vaffanculo non te lo leva nessuno. Ci si rivede alla specialistica.

12.11.11

Vecchi film e nuove emozioni: Il Re Leone

Ci sono dei film che sono intramontabili e che, vuoi per il fatto che sono capolavori di per sé, vuoi per tutto il carico affettivo di cui sono impregnati, uno non si stancherebbe mai di vedere e rivedere. Ieri però, per la prima volta mi è capitato di rivedere uno di questi film al cinema, e cavoli, non mi sarei mai aspettato una tale emozione.
Sì, sto parlando de Il Re Leone, il 32° classico Disney uscito per la prima volta nel 1994, e da ieri di nuovo nelle sale italiane "arricchito" dal 3D.
Che dire?
Suppongo sia inutile che vi parli de Il Re Leone, uno dei film che ha segnato l'infanzia di tutti quelli della mia generazione. Sarà, non so, la centesima volta che lo rivedo, e ogni volta puntualmente mi commuovo, ma mai, MAI come ieri: praticamente, ero in lacrime dopo i primi 10 secondi dall'inizio. Sarà l'effetto cinema? Saranno i ricordi? Sarà che dopo 17 anni mi sono ritrovato in sala a riscoprire questo capolavoro in tutta la sua maestosità? Non saprei dire, ma sicuramente ne è valsa la pena. E' stato un piacere vedere la sala piena, con gente della mia età, nostalgici come me, e bambini che per la prima volta si divertivano e si emozionavano davanti alle vicende di Simba, Nala, Timon e Pumbaa, come è successo a me quando avevo 10 anni. Ed è stato un sollievo constatare che si trattava della versione originale, senza inutili scene aggiunte e drammatici cambi di doppiaggio. Unica pecca il 3D, che proprio non riesco a farmi piacere, ma che volete, è il prezzo da pagare per rivivere queste emozioni al giorno d'oggi.
E' un po' deprimente pensare che oggi, per riprovare queste emozioni semplici e genuine, sia necessario andare a rivedere i vecchi film, ma se questo è l'effetto, ben vengano le riedizioni. E pazienza per il 3D, ce ne faremo una ragione.
Concludo con il primo, potente poster originale: godetevelo.

28.9.11

La guerra delle Biancanevi

In questi anni in quel di Hollywood si sta assistendo ad una nuova tendenza.
Dopo aver depredato in tutti i modi possibili il mondo dei supereroi a fumetti, con risultati a volte ottimi (Spider-man di Sam Raimi) ma il più delle volte disastrosi (qualche nome: Fantastici Quattro, Hulk, Daredevil...), ora il ricco forziere dei comics va esaurendosi, così come l'interesse delle persone, e mentre da una parte già si inizia con i reboot (il nuovo Spider-man è prossimo all'uscita nelle sale), dall'altra si cercano disperatamente nuove galline dalle uova d'oro da spennare fino all'ultima piuma.
E qual gallina più grassa dell'enorme repertorio di fiabe classiche, la maggior parte delle quali, tra l'altro, non sono nemmeno coperte dal diritto di autore?
Perché se di Pinocchio esistono qualcosa come venticinque versioni, le altre fiabe, a parte le rivisitazioni del lungimirante Walt Disney che sulle fiabe ci ha costruito un impero, sono praticamente territorio vergine nel mondo del cinema. E se c'è una cosa in cui gli americani eccellono è sverginare territori e prosciugarli fino a che non sono da buttare come strofinacci consunti.

 

Capostipite di questa tendenza è stato forse il Peter Pan di P.J. Hogan, uscito nel 2003, rivisitazione del racconto classico in chiave adolescenziale: praticamente, altri cinque minuti di film e Wendy e Peter finivano a letto insieme. Ma è stato l'inutile Alice in Wonderland di Tim Burton a scatenare la mania: con tutti i soldi che ha portato a casa, Hollywood si è resa conto dell'enorme potenziale delle rivisitazioni delle fiabe classiche, e così tutti a rifare le fiabe, chi in chiave dark (vedi Cappuccetto Rosso Sangue), chi in chiave avventurosa, chi in chiave moderna, e invadiamo le sale con duecento versioni della stessa fiaba prima che la gente si stufi.
Perché dovete sapere, o forse lo sapete già, che è scoppiata la guerra delle Biancanevi: ben tre film ispirati alla fiaba della principessa che per sfuggire alla matrigna si rifugia in una casetta di nani sono in procinto di uscire nelle sale di tutto il mondo.
Il primo è in cantiere in casa Disney dal 2002 e chissà se vedrà mai la luce: si tratta di The Order of the Seven, incentrato su sette spietati guerrieri dell'antica Cina. Dico, sono necessari commenti? Pare che sceneggiatore e regista siano già stati ingaggiati, ma del film non si sa ancora niente di preciso, e speriamo di continuare su questa strada.
Gli altri due film, invece, sono i veri protagonisti della guerra, uscendo praticamente in contemporanea: si tratta di Snow White di Tarsem Singh e Snow White and the Huntsman di Rupert Sanders.
Il primo racconta la storia di una fanciulla che si allea con sette nani minatori per vendicarsi della regina che ha ucciso suo padre e riprendersi il regno che le è stato sottratto. Nel ruolo di Biancaneve vedremo Lily Collins del telefilm 90210, mentre ad interpretare la regina cattiva sarà Julia Roberts. Sì, vi capisco, anch'io ho sperato fino all'ultimo che fosse solo un rumor, e invece la notizia è ufficiale.


Il secondo film, invece, vede come protagonista Kristen Stewart, la Bella di Twilight, e ora preparatevi perché non è questa la notizia più sconvolgente. Il film racconta infatti la storia di una fanciulla perseguitata dalla malvagia matrigna, invidiosa della sua bellezza. Quello che la regina non sa è che Biancaneve è stata addestrata all'arte della guerra dal cacciatore che è stato incaricato di farla fuori, e che è disposta a combattere con le unghie e con i denti per riprendersi il regno.


Ora, la domanda che io mi pongo è semplicissima: perché?
Se vuoi fare un film epico su una ragazza guerriera, che sia cinese o medievale o che so io, beh, fallo, no? Che senso ha farla passare per Biancaneve? Perché se non si era capito, possono girare anche duecento film basati su questa fiaba, ma per me la guerra delle Biancanevi è vinta in partenza: la sola, unica ed insuperabile Biancaneve cinematografica è uscita più di settanta anni fa, ed è questa qui:

26.9.11

Il Monsignor Babini torna all'attacco: Berlusconi meglio di Vendola

Sei del Pdl, sei nei guai e non sai a chi rivolgerti? Il tuo capo e i tuoi colleghi  hanno la straordinaria quanto triste capacità di mettersi in ridicolo qualsiasi cosa facciano? Hai bisogno di rispalare tutta la merda di cui sei coperto sulla testa di qualcun altro, preferibilmente frocio o musulmano? Abbiamo la soluzione che fa per te! Chiama il Monsignor Babini, e lui ti darà la giusta riposta ai tuoi problemi, riportando il tuo morale alle stelle!

Ebbene sì, ancora una volta qualcuno ha sentito l'inspiegabile bisogno di conoscere il parere del Monsignor Babini, quell'82enne suonato il cui modo preferito per occupare i suoi giorni da pensionato è quello di sparare cazzate su Pontifex. Argomento di oggi, Berlusconi, Vendola e naturalmente i froci, e quanto essi siano una cosa immonda e indegna. Il Monsignore, alla domanda su cosa ne pensasse dello stile di vita di B. ha risposto così:
 "Io non ne posso più della retorica inutile di Vendola. Credo, da cattolico, che la omosessualità praticata sia un peccato gravissimo e  contro natura, certamente peggiore di chi va con l'altro sesso. Alla luce dei fatti, senza stilare classifiche, Vendola pecca molto di più di Berlusconi"
Quindi secondo il Monsignore, è molto meno peccaminoso fare delle orge con delle prostitute minorenni e ricompensarle con cariche istituzionali che essere frocio.
A parte il fatto che nessuno sano di mente può evitare di riconoscere in questa frase i segni della demenza senile, a meno che uno non neghi consapevolmente la realtà perché quello che gli interessa è avere una voce autorevole che gli dia man forte, a prescindere dal fatto che questa voce faccia dei discorsi logici o meno.
A parte questo, dicevo, io in queste parole ci vedo una chiarissima astinenza da ceppa protratta per anni. Cioè, è normale, no? Non vi capita la stessa cosa? La classica volpe che guarda l'uva.
Monsignor Babini mio, io la capisco e la compatisco, perché anche io dopo un po' che non si batte chiodo mi metto a inveire contro la razza frocia dell'universo intero, ma anche lei, a 82 anni si ricorda di queste cose? Doveva pensarci moooolto prima, e adesso guardi qui che brutta vecchiaia sta passando, e guardi poveri noi che siamo costretti a sorbirci le sue crisi da vecchia zitella vogliosa!

23.9.11

Notizie random arcobaleno

Eccoci tornati all'irregolare appuntamento con le notizie random, stavolta tutte dedicate al mondo lgbt, perché quello che è appena iniziato si preannuncia un autunno bollente per l'universo gay: tra promesse di outing mantenute, adolescenti suicidi e preti sieropositivi, in questi giorni una potente ondata ha travolto l'Italia (e non solo) riscuotendola dal torpore che da tanto, troppo tempo la avvolge. Si tratta di notizie di cui tutti ormai sono al corrente, ma un blog come il mio non può esimersi dal parlarne.

Iniziamo subito dalla cronaca estera. Pochi giorni dopo l'abolizione ufficiale della legge Don't ask don't tell che impediva ai militari USA (uomini e donne) di dichiarare la propria omosessualità, il quattordicenne Jamey Rodemeyer si è suicidato. Jamey, bisessuale, si era dedicato attivamente ad iniziative per combattere il bullismo contro gli omosessuali, bullismo di cui lui stesso era vittima, fino a che non ha retto e ha deciso di farla finita, lasciando un commovente ringraziamento a Lady Gaga per il suo impegno nel campo dei diritti lgbt. Come dire, un passo avanti e due indietro. L'episodio ha commosso il pianeta, e ha fatto infuriare la Germanotta, la quale ha sfoderato gli artigli e ha chiesto un colloquio con Obama per porre fine a quella che è una vera e propria piaga. La notizia si commenta da sola, non c'è bisogno di aggiungere altro. Voglio solo rivolgere una domanda al nostro Parlamento, lo stesso che poco tempo fa ha votato l'incostituzionalità di una legge contro l'omofobia: quanti ragazzi come Jamey devono morire ancora prima che voi vi rendiate conto di cosa è capace la crudeltà della gente? Quante persone hanno fatto la stessa fine di Jamey a causa della vostra ipocrisia?

E parlando di ipocrisia nel Parlamento italiano, passiamo alla prossima notizia. E' successo. E' stato annunciato da mesi, e dopo numerosi rinvii che sembravano far pensare che l'iniziativa fosse stata solo un'inconcludente minaccia, il tanto temuto outing contro i politici italiani gay e omofobi è finalmente una realtà: stamattina sul sito dell'iniziativa sono stati fatti i primi dieci nomi, senza se e senza ma, e a breve ne saranno pubblicati altri dieci (ne parla anche Repubblica).


Che dire? Non so che effetto avrà questa vera e propria bomba a mano che è stata lanciata sul mondo politico italiano. Certo, con B. di scandali ce ne sono un giorno sì e l'altro pure, e nessuno sembra troppo turbato. Ma qui si tratta di froci. Froci, tra l'altro, che per nascondersi attaccano brutalmente e sistematicamente le persone come loro. Froci responsabili della vita infernale in cui vivono i gay italiani. Non so se queste persone mi fanno più pena o più schifo. Forse tutti e due. Probabilmente nei prossimi giorni si alzerà un polverone, con un abuso di termini come diffamazione e privacy. Fanculo, dico io. Perché se uno da una parte lo prende in culo, dall'altra si para quello stesso culo grazie alle poltrone che occupa, esaltando la famiglia naturale di giorno e facendo bocchini di notte, beh, quel qualcuno è un pezzo di merda e un pavido e non merita nessun rispetto. E in amore e guerra tutto è concesso, e questo di sicuro non è il primo caso. Nel frattempo Emilio Fede, vista l'aria che tira, si dedica a dieci minuti battutine omofobe a rivolte a Vendola (cliccate il link per ascoltare). Tranquillo, Emilio, lo sappiamo che non sei gay, tu selezioni solo le puttane per il tuo capo.

Ipocrisia e omofobia fanno rima con Chiesa cattolica. Ed parliamo quindi di Don Carlo Rebagliati, intervistato in questi giorni a Mattino 5. Per dire cosa? Che i gay sono contro natura? Che Dio scaglierà fulmini e saette su tutti i culattoni? No, Don Carlo ha ammesso di essere gay e sieropositivo, e di avere confessato tutto al proprio direttore spirituale il quale gli ha detto in parole povere "tanto se sei prete non scopi comunque, fine della questione". Pare vero. Oggi Don Carlo è indagato per induzione alla prostituzione. Leggetevi l'intervista pubblicata da Repubblica, e poi ditemi: la Chiesa, che parla tanto di natura e cazzi e mazzi, ma si rende conto di quanto sia innaturale e forzata l'astinenza sessuale che impone ai preti? Se non vuole rendersene conto, amen. Ma almeno non rompesse il cazzo con chi ha scelto di non vivere una vita nella frustrazione come hanno fatto loro.
Intanto ho sentito raccontare da un amico gay di cui non rivelerò il nome (protezione delle fonti, come insegna il buon Mikael Blomkvist della trilogia Millennium) che anche nel suo paese c'era un prete gay e sieropositivo, che prima si inculava i ragazzetti e poi li accompagnava a fare il test dell'HIV.

E concludiamo con una notizia leggera, che riguarda il mondo gay da vicino. A Londra si è appena svolta l'annuale serata di beneficenza della Fondazione Raissa Gorbaciova per i bambini malati di cancro. E che c'entrano i gay? C'entrano perché alla serata ha partecipato la meravigliosa Geri Halliwell, un'icona per tutti i gay della mia generazione. E lasciatemelo dire, è sempre stata la più fica delle Spice, ma questa più si fa vecchia più è bella. Pare che Geri stia per pubblicare un nuovo album: sarà vero? Chissà, intanto godiamocela in tutto il suo splendore.



21.9.11

Serate romane: gli Oblivio al Sinister Noise

Con la chiusura del Village e il concomitante freddo pungente che è arrivato all'improvviso in questi giorni, si può dire che l'estate è ufficialmente giunta al termine, e con essa sono finiti i tempi delle birre lungo la spiaggia, delle passeggiate al chiaro di luna e dei gelati in piazzetta, mentre ricomincia la stagione delle serate chiusi nei localini, al riparo dal gelo, magari con la possibilità di assistere a qualche bel live e ascoltare della buona musica.
Eh sì, tutta questa digressione era per introdurre l'argomento del post di oggi, ossia la musica. E che musica, vi chiederete? Lady Gaga, Madonna o qualche altra frociata pop? Eh no, cari miei, stavolta parliamo di rock, perché anche se può suonare strano non si campa di solo pop, e anche se finora dai miei post non è emerso, una delle cose che adoro è rintanarmi con gli amici in un pubbetto, bere tanta birra e sentir suonare qualche bravo gruppo emergente.
Ed è proprio di un gruppo emergente che stavolta voglio parlare: si tratta degli Oblivio, band romana che ieri sera si è esibita al Sinister Noise, quel covo di metallari di fronte a Dolce Notte, per presentare il suo nuovo EP, The Distant Shoreline (acquistabile anche su iTunes).


Gli Oblivio, che già hanno pubblicato altri dischi con la precedente formazione, e che a quanto pare hanno già un nutrito gruppo di fedelissimi (gli iscritti alla pagina di Facebook sono già 914, non male, no?) per l'occasione, oltre ai brani dell'EP (belle la title track e Dedica, a quanto pare il cavallo di battaglia della band), hanno presentato una manciata di nuove canzoni che faranno parte di un altro EP di prossima pubblicazione, e si spera anche dell'album.
Sono sempre stato convinto del fatto che gruppi come gli Oblivio, formati da giovani che mettono passione in quello che fanno, siano sempre da incoraggiare, a maggior ragione se sono bravi. E gli Oblivio caspita se sono bravi. Ora, io di musica non ci capisco niente, mi piace ascoltarla dal vivo, ma non ne so niente di strumenti, acustica, riff, mixer e tutte queste cose tecniche che piacciono tanto agli appassionati del genere. Tuttavia, se dei musicisti sono bravi si sente anche se non ci capisci una sega. E gli Oblivio, ripeto, sono bravi, le loro canzoni ti avvolgono e ti trasportano, fino a riempirti. E il cantante? Ne vogliamo parlare? Uno sguardo magnetico che ti rapisce e una voce calda e potente, di quelle che si infilano nelle viscere e le fanno vibrare (peccato solo che l'acustica di merda del locale non gli rendeva per niente giustizia).
Insomma, con la bella esibizione di ieri, la stagione invernale dei pub è stata inaugurata proprio nel migliore dei modi.
Chi si è incuriosito, può iscriversi alla loro pagina di Facebook, dalla quale è possibile scaricare gratuitamente alcuni pezzi e qualche demo, oppure può visitare il loro sito ufficiale. E se vi piacciono, spendeteli sti due euro per comprarvi l'EP, che i ragazzi i soldi li cacciano di tasca propria, e meritano che i loro sforzi e i loro sacrifici vadano premiati.
Che poi, tanto per concludere, il cantante è un gran fico e beato a chi se lo scopa. Anzi facciamo così, che nessuno si azzardi a mettergli gli occhi addosso che lo sfonno!

13.9.11

Nuova denuncia contro il Papa all'Aja

Uuhhh che brutta ariaccia che tira in questi giorni tra le colonne di piazza San Pietro!
Non bastano tutte le rogne degli ultimi tempi, tra Facebook che richiede a gran voce l'abolizione di tutti i privilegi economici e fiscali del Vaticano, i politici che fanno sempre più fatica a far credere alla gente che l'Italia  sia un paese cattolico, e tutti quei frociacci maledetti che spuntano fuori come funghi che come cazzo fanno a riprodursi non si sa, germinazione spontanea, e che ormai sono incontenibili, non è più possibile chiuderli tutti nei conventi come si faceva una volta. Già tutto questo sarebbe sufficiente a far perdere il sonno a un santo, figuriamoci a Ratzinger e ai suoi paggetti, ci mancava pure un'altra denuncia per crimini contro l'umanità! Chissà com'è che erano riusciti a far passare in sordina quella precedente, che ecco qualche sconsiderato senza ritegno ci riprova!
Stavolta ad avanzare la denuncia è la Snap (Survivors network of those abused by priests, rete dei sopravvissuti agli abusi dei preti), che oltre ad accusare Ratzinger tira in ballo anche i cardinali Tarcisio Bertone e Angelo Sodano. Il reato (comprovato) è quello di copertura delle violenze commesse dai prelati contro i minori, attribuendo al Papa la diretta responsabilità, per aver fatto sì che tali crimini venissero messi a tacere e rimanessero impunti. La Snap lancerà un tour in Europa per sensibilizzare le persone e illustrare i capi d'accusa.
Snap, Snap, ma che non lo sai che morto un Papa se ne fa un altro? L'unica soluzione veramente efficace al problema sarebbe scardinare dalle fondamenta tutto il potere del Vaticano e della Chiesa cattolica. Come? Per esempio iniziando a non mandare i bambini in chiesa e al catechismo. E' vero che i pedofili non stanno solo in chiesa, ma almeno riduciamo di una bella percentuale le probabilità che i nostri figli incappino in qualche situazione spiacevole. Anche se per fare le cose fatte per bene dovreste evitare di battezzarli e già che ci siete sbattezzarvi anche voi. Che poi sta cosa dei figli la scrivo in un blog per froci, in un paese in cui i froci già è tanto che non li mettono al rogo, figuriamoci avere dei figli, e allora è tutto un cazzo che parlo...

UPDATE: caspita, stavolta la cosa sembra seria! Tutti i giornali ne parlano (è uscito anche un interessante intervento del vaticanista Marco Ansaldo su Repubblica) e già sono arrivate le prime reazioni da parte di diversi cardinali, a cui evidentemente hanno iniziato a tremare le gambe da sotto le sottane. In effetti se la denuncia dovesse essere accolta, sarebbe una bella botta! Daje Ratzi, tranquillo che tanto lo sai che il tuo Dio sarà distratto ma per voi ha sempre un occhio di riguardo: scommettiamo che le chiappe te le salva pure stavolta?
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