Qualcuno sapeva che papa Ratzinger, lo scorso febbraio, è stato denunciato alla Corte penale internazionale dell'Aja per crimini contro l'umanità, la stessa corte che ha giudicato i criminali di guerra dell'ex Jugoslavia? Che domande, certo che non lo sapevate, dal momento che la notizia è stata taciuta da tutti i media.
E invece è esattamente così: due avvocati bavaresi hanno denunciato papa Benedetto XVI con l'accusa di mantenere e guidare "un regime mondiale totalitario di coercizione, che sottomette i propri membri attraverso minacce terrificanti e pericolose per la salute, di adesione a un divieto mortale dell’uso di preservativi, anche quando esiste il pericolo di infezione dell’Hiv-Aids e della costituzione e il mantenimento di un sistema mondiale di copertura di crimini sessuali commessi da preti cattolici e il loro trattamento preferenziale, che aiuta sempre a nuovi crimini." (fonte: Ticino live)
Il fatto che da nessuna parte in Italia si sia sentito parlare di questa cosa non stupisce più di tanto: l'asservimento della politica alla Chiesa cattolica e dei media alla politica è cosa tristemente nota. Un po' più preoccupante il fatto che la notizia non si sia diffusa neppure in Europa, ma d'altronde il Vaticano è abituato da secoli a coprire le sue malefatte (ultima in senso cronologico la questione sulla pedofilia, che dopo tutto il fumo iniziale, già non si sa più niente): che sarà mai mettere a tacere una cosa del genere? Bazzecole.
D'altronde, proprio per questi motivi, è ridicolo pensare che l'intoccabilissimo papa venga anche lontanamente scalfito da questa vicenda, anzi è probabile che all'Aja abbiano direttamente cestinato la denuncia, e abbiano intimato ai due avvocati di tornare a fare il loro lavoro invece di perdere tempo con battaglie contro i mulini a vento di donchisciottiana memoria. Sia come sia, fatto sta che dopo la denuncia è calato il silenzio da parte della Corte. E amen, aggiungerei.
A prescindere da tutto, la questione mi fa riflettere su una cosa: anche se il tentativo è andato a vuoto, questo è l'ennesimo esempio di come gli altri paesi siano più civili del nostro. Mentre qui si inveisce contro gli studenti della Sapienza che non hanno voluto ospitare Ratzinger (vi ricordate? Ecco il link), i gay spagnoli manifestano baciandosi in massa davanti a lui (qui il video). Mentre qui ancora non si sa distinguere tra matrimonio civile e matrimonio religioso, i paesi stranieri in cui i gay si possono sposare aumentano giorno dopo giorno. E mentre qui si discute di rendere obbligatorio il crocifisso, i tedeschi denunciano il papa per crimini contro l'umanità.
Tutto questo ovviamente non ha niente a che vedere con il fatto che noi il Vaticano ce l'abbiamo dentro casa, no no, assolutamente niente a che vedere.
28.7.11
Gay, fine di una legge mai nata
di Rosa Ana De Santis
La Camera ha respinto per la seconda volta la legge sull’omofobia che voleva riconoscere sul piano normativo delle aggravanti per le discriminazioni di natura sessuale ai danni degli omosessuali. La proposta era nata anche sull’onda di episodi di cronaca che in una pericolosa escalation avevano contato numerose vittime di violenza e di abusi e aveva conquistato una credibilità trasversale per l’impegno del Ministro Mara Carfagna (svanito presto) e di Paola Concia del Pd che l’aveva sostenuto con forza con molte altre deputate.
La Camera ha respinto per la seconda volta la legge sull’omofobia che voleva riconoscere sul piano normativo delle aggravanti per le discriminazioni di natura sessuale ai danni degli omosessuali. La proposta era nata anche sull’onda di episodi di cronaca che in una pericolosa escalation avevano contato numerose vittime di violenza e di abusi e aveva conquistato una credibilità trasversale per l’impegno del Ministro Mara Carfagna (svanito presto) e di Paola Concia del Pd che l’aveva sostenuto con forza con molte altre deputate.
La legge crolla in aula per le pregiudiziali di costituzionalità. Udc, Pdl e Lega hanno espresso i loro 293 SI alle pregiudiziali contro i 250 uniti per il NO. Gli astenuti sono stati 21, tra cui brilla con sfacciata incoerenza politica proprio il nome del Ministro delle Pari Opportunità che aveva ingaggiato, almeno sulle copertine dei rotocalchi, la battaglia contro le discriminazioni sessuali con tanto di manifesti a crocette e di foto di gruppo al fianco di Vladimir Luxuria.
Le ragioni del Pdl o quelle della Lega ruotano tutte intorno al rifiuto di quella protezione privilegiata che la legge avrebbe offerto alle vittime di discriminazioni sessuali. Un principio che, secondo loro, farebbe a pugni con l’eguaglianza dei cittadini a prescindere da sesso, credo religioso e politico come affermato dalla nostra Costituzione. Peccato che l’eguaglianza scritta sulla carta e di assoluta inappuntabilità formale spesso ha bisogno di essere “riempita” di contenuti speciali laddove la realtà non coincide con la giustizia, l’essere con il dover essere.
Tra l’altro, risulta stupefacente che il Pdl, che chiede ogni due giorni le modifiche alla Carta invocandone un suo presunto superamento, nell’occasione sia così attento ad ossequiarne il testo, guardandosi bene dallo spirito e dal senso profondo che i padri costituenti vollero dare all’uguaglianza. Proprio la lettera della Carta, dove invoca uguaglianza rispetto ai sessi, pone con forza il rifiuto della discriminazione e apre quindi ogni possibilità alle sanzioni per chi discrimina. Dunque, un’aggressione contro una persona perché gay non riduce a reato comune il fatto, ma lo carica semmai dell’intento discriminatorio che dovrebbe trovare una sanzione appropriata in sé.
Il governo e i cattolici ossessionati dai gay ricorderanno che qualcosa di analogo è stato fatto per la violenza sessuale ai danni delle donne. La legge stabilisce che una violenza ai danni del corpo femminile non può essere uguale alla violenza fisica tout court, ha qualcosa di diverso in sé, più grave e tale da meritare un’aggravante speciale. Stessa cosa per le molestie a carattere sessuale o per le famose quote rose da inserire nella rappresentanza. Del resto quando la violenza e la discriminazione hanno una finalità di tipo razziale e xenfobo sono più gravi della violenza”punto e basta”.
La Lussana, voce della Lega, ha provato in aula a smontare la proposta di legge proprio evidenziandone le insidie del principio di eguaglianza, senza capire che non si sarebbe trattato di inficiare il principio di eguaglianza, ma di declinarlo secondo quelle che sono autentiche emergenze sociali.
Il Ministro, promotore della battaglia di civiltà, avrebbe potuto ricordare ai suoi amici di partito che l’eguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge è proprio ciò che molti cittadini non hanno “di fatto”. Gli omosessuali non sono uguali agli altri cittadini. Subiscono numerose discriminazioni, non sono riconosciute le loro unioni, non hanno gli stessi diritti per una casa popolare o dentro gli ospedali. E ora un’aggressione di tipo sessuale passerà per una rissa come tante. Il presidente della Camera non ha potuto fare altro che registrare il voto, ma ha espresso la sua personale posizione contro le pregiudiziali.
La legge muore prima di nascere, nel tradimento del Ministro che avrebbe dovuto difenderla e nell’ostinazione di chi rifiuta culturalmente la condizione degli omosessuali a tal punto da non vederne le prevaricazioni subite e le mille forme di esclusione sociale da cui sono vessati.
L’Italia con questo voto ha scelto di non recepire il Trattato di Lisbona che ha impegnato l’Europa contro tutte le discriminazioni sessuali (omosessuali, lesbiche e trans). Ancora una volta siamo fuori o indietro. E’ questo il marchio di casa nostra, in una carambolesca adorazione di quel principio di eguaglianza che è così facile da difendere se tanto non cambia nulla nella realtà. Diceva Hegel “tanto peggio per i fatti”.
Fonte: altrenotizie
27.7.11
Cambia il look di Lady Gaga!
Amate Gaga alla follia e avete un orgasmo ad ogni suo cambio di look? Siete invidiosi marci di Nicola Formichetti perché ha Stefani a sua completa disposizione e può vestirla, truccarla e pettinarla a piacimento? Bene, allora questo è il post che fa per voi: su gioco.it c'è Lady Gaga Make Over, il videogame che finalmente dà la possibilità a tutti gli amanti di Lady Gaga di diventare suoi fashion-designer personali e creare per lei infiniti nuovi look!
Il gioco è semplice: nella schermata iniziale si può scegliere la lingua, giusto per darvi il tempo di pensare se è il caso o no di abbandonare il sito. Se avete avuto fegato e avete spinto play, apparirà questa pagina:
Come potete notare, a destra c'è Gemma del Sud vestita da Lady Gaga, che poi è il manichino per le vostre creazioni. A sinistra, invece, c'è tutto il necessario per dare libero sfogo alla vostra fantasia: mascara, ombretto, eyeliner, acconciature, abiti, potete decidere persino il colore degli occhi, dall'azzurro cielo al giallo piscio. Una volta soddisfatti del risultato potete decidere se salvare il vostro capolavoro oppure stamparlo, per appenderlo in camera e deliziare i vostri ospiti. Oppure potete salvarlo e stamparlo in seguito, e potete anche cancellare tutto e ricominciare da capo, insomma fate un po' quello che vi pare.
Qui di seguito vi mostrerò tre delle mie creazioni: le prime due sono state fatte con un certo criterio, la terza è completamente random, e quindi, come accade sempre, è decisamente la migliore. Notare in particolare l'estrema pacchianaggine dello sfondo.
So che me lo state per chiedere, perciò vi anticipo: ebbene sì, qualunque sia la combinazione che scegliate, il risultato sarà sempre un incrocio tra Baby Spice e Platinette un po' deperita.
Quindi, create anche voi la vostra drag-Gaga e buon divertimento!
Ah un consiglio: se soffrite di isteria o di disturbi mentali togliete la musichetta di sottofondo, è talmente irritante che il raptus omicida è assicurato.
(Grazie MaLi per la segnalazione!)
26.7.11
Bocciata la legge contro l'omofobia
Non ho la voglia né la fantasia di commentare quello che è successo oggi, d'altronde cosa c'è da commentare, il titolo parla chiaro. Non sono nemmeno abbastanza incazzato per inveire contro i nostri politici, contro il papa e contro il popolo italiano, cosa che di solito faccio con estremo piacere. Forse perché in fondo non è che mi aspettassi niente di diverso, ormai le illusioni e le speranze le ho perse da tempo.
Una cosa mi fa sorridere: come questi buffoni ignoranti si arrampicano sugli specchi per il timore di apparire quello che realmente sono, dei bigotti incivili, razzisti, omofobi e ipocriti. Secondo questa gente, una legge contro l'omofobia è incostituzionale, perché discriminerebbe gli eterosessuali. Come dire che una legge contro il razzismo è incostituzionale perché discriminerebbe i bianchi. Sì, certo. Il mio capo ufficio mi tormenta perché sono nero, ma non posso avere protezioni dalla legge perché altrimenti il tormentatore si sentirebbe discriminato. E la gente che mi prende a sprangate per strada mentre sto per cavoli miei perché sono frocio verrebbe discriminata se facessimo una legge che punisse i loro impulsi bestiali.
DISCRIMINATA UN CAZZO.
Di cosa hanno paura queste persone? Che se la legge passasse, prima o poi ci potrebbero andare di mezzo loro? Che se la legge passasse, non potranno più permettersi di lanciare le loro frecciatine e esaltare la loro (presunta) virilità, cosa a cui B. ci ha abituato già da tempo?
Complimenti, Italia, hai perso l'ennesima occasione per diventare un paese civile.
Per quanto mi riguarda, io oramai non mi sento né rappresentato, né protetto dal mio paese. Prenderò atto e trarrò le mie conseguenze.
Una cosa mi fa sorridere: come questi buffoni ignoranti si arrampicano sugli specchi per il timore di apparire quello che realmente sono, dei bigotti incivili, razzisti, omofobi e ipocriti. Secondo questa gente, una legge contro l'omofobia è incostituzionale, perché discriminerebbe gli eterosessuali. Come dire che una legge contro il razzismo è incostituzionale perché discriminerebbe i bianchi. Sì, certo. Il mio capo ufficio mi tormenta perché sono nero, ma non posso avere protezioni dalla legge perché altrimenti il tormentatore si sentirebbe discriminato. E la gente che mi prende a sprangate per strada mentre sto per cavoli miei perché sono frocio verrebbe discriminata se facessimo una legge che punisse i loro impulsi bestiali.
DISCRIMINATA UN CAZZO.
Di cosa hanno paura queste persone? Che se la legge passasse, prima o poi ci potrebbero andare di mezzo loro? Che se la legge passasse, non potranno più permettersi di lanciare le loro frecciatine e esaltare la loro (presunta) virilità, cosa a cui B. ci ha abituato già da tempo?
Complimenti, Italia, hai perso l'ennesima occasione per diventare un paese civile.
Per quanto mi riguarda, io oramai non mi sento né rappresentato, né protetto dal mio paese. Prenderò atto e trarrò le mie conseguenze.
Sole, mare, varie ed eventuali
Che bello quando arriva il caldo, e la sera si va in spiaggia a bere una birra gelata, con la musica in sottofondo, quel venticello fresco, il mare nero pece e la luna alta e luminosa. Stasera io e D. siamo stati insieme sul lungomare di Ostia, veramente una serata piacevole, però tra una chiacchiera e un'altra mi è venuta in mente una cosa: siamo già al 25 luglio e anche se a Roma tira una gianna che pare marzo, cavolo, è estate, e io ancora non ho scritto nessun post sul mare. E questo per un blog frocio non va bene, no no, proprio no, è come non scrivere nessun post su, che so, Madonna.
E quindi, rimediamo subito e parliamo di mare.
Parliamone per dire fondamentalmente che io al mare non ci vado. Anche se vivo a dieci minuti da Ostia e in pratica ce l'ho dietro casa, e non mi devo fare traversate esagerate in metro, che la metro d'estate a Roma fermateve, un calvario, no, io al mare non ci vado. Ma nemmeno morto. Nemmeno se mi caricano in macchina, mi legano e mi costringono, piuttosto mi mordo la lingua e tanti saluti.
I motivi per cui odio il mare sono vari e disparati, cercherò di farla breve.
PRIMO MOTIVO: Odio la sabbia. Dio quanto la odio! Non c'è cosa più odiosa al mondo, tranne forse le zanzare e Barbara D'urso. Odio quando ti si appiccica addosso, quella bastarda, è sufficiente pronunciare la parola "sabbia" che ti riempi come una cotoletta impanata. Odio quando ti va sull'asciugamano, e tu per ogni centimetro che ne butti fuori te ne ritornano due sopra. Perché la legge universale della sabbia è che una volta messo piede in spiaggia non te ne libererai mai, ti riempirà le scarpe, le orecchie, la macchina, le mutande, e se ne andrà definitivamente solo dopo mesi.
E poi mi fa venire i brividi, come quando qualcuno gratta con le unghie una lavagna: mi fa venire i brividi averla addosso, averla sulle ciabatte, me li fa venire la sabbia asciutta, la sabbia bagnata, e pure quella bollente che ti ustiona. E odio pure la salsedine, tiè.
SECONDO MOTIVO: andare al mare comporta togliersi la maglietta e mostrarsi praticamente quasi nudi. Che a parte la pazetta si può anche fare, per fortuna non sono obeso, diciamo che sono fuori allenamento, ma io ho un altro problema, cioè che sono bianco catarifrangente, cioè rifletto la luce e abbaglio. Una delle poche volte che sono andato al mare ero sdraiato sul lettino a pancia in su, e un amico fa "adesso intorno al lettino ti lasciano i fiori" (che caro!). Una volta ho anche preso un'ustione di secondo grado sul naso. Voi potreste dire, eh se non ci vai come pretendi di abbronzarti? La fate facile. Il punto è che sono pieno di nei, e sapete cosa sono i nei, la roba dei tumori e tutto quanto no? Ecco, io a causa dei nei devo mettere MINIMO una protezione 60. In pratica una muta da sub. Quindi, non solo sono bianco cadaverico, ma non mi abbronzerò mai.
LAST BUT NOT LEAST, il mare mi stressa, non ne capisco il senso. Voglio dire: che cazzo ci si va a fare, è un'ammazzata! Andiamo con ordine. Innanzitutto, per sperare di trovare un rettangolino per l'asciugamano, devi come minimo svegliarti all'alba, se tardi di un minuto col cazzo che trovi posto. Poi devi uscire e arrivare in spiaggia, e anche questa è un'impresa. Dicevamo sopra, la metro di Roma: avete presente, si? Tutti quei corpi ammucchiati che espellono sudore all'unisono, con le infradito di gomma che tutti sappiamo quale reazione chimica produce il contatto tra il sudore e la gomma, in più carichi di borsoni, ombrelloni e asciugamani. E se ti capita anche il treno vecchio senza aria condizionata, allora il soffocamento è assicurato. La macchina non la considero nemmeno, chi va al mare in macchina è un impavido e ha tutta la mia ammirazione. Quindi, ricapitolando: alzataccia, soffocamento, e dopo tutta questa battaglia, se sopravvivi, che fai? Vai lì e ti spalmi al sole. Tutta sta fatica per passare una giornata sotto il sole che ti ustiona e ti frigge il cervello. Ma voi state fuori. Che poi, fosse per me passerei la giornata in acqua, ma primo poi ti vengono le mani da vecchio, come mi diceva sempre mamma, secondo che sto a fare in acqua da solo come un deficiente se poi gli amici stanno a prendere il sole, terzo nel mare di Ostia dopo il primo quarto d'ora ti viene il tetano, se ti va bene. A beach volley ci giochi col cavolo, se la spiaggia è stipata al massimo giochi a scopone scientifico. E dopo tutto ciò, la sera torni a casa rimbambito e con un cerchio alla testa da insolazione da prendere a testate gli spigoli. Certo, se ti dice bene magari becchi pure qualche gnocco in costume, ma a questo punto di gnocchi ne vedo quanti ne voglio su Internet, anche senza costume.
Quindi direi che no, il mare proprio non fa per me. Gay di Roma rassegnatevi (o rallegratevi, fate un po' voi), ma al mare non mi ci vedrete MAI.
Bene, da buon frocetto anche io ho scritto il mio post da ombrellone, adesso posso dormire sonni tranquilli.
24.7.11
Senilità, ovvero quando la mamma dà cenni di cedimento
Non capisco se mia madre ci è o ci fa. E non lo dico con tono di lamentela, ma con autentica preoccupazione. Sbadata, distratta, assente, sinceramente non so se è il caso di correre ai ripari prima che sia troppo tardi.
Innanzitutto, non capisco se ha problemi all'udito o se la sua mente è completamente altrove.
Da quando mia sorella è andata a vivere per conto suo, con ragazzo e prole, in casa siamo solo io e mia madre, e questo significa fondamentalmente silenzio assoluto: tv rigorosamente spenta, io in camera a cazzeggiare e a farmi i cavoli miei (più raramente, a studiare), lei a fare chissà che. Tuttavia può capitare che io abbia bisogno di comunicare con lei:
"Mamma! Ma'! Mamma! Ah ma'!"
Niente, nessuna reazione.
Se escludiamo le ipotesi di sordità e di instupidimento, la cosa risulta del tutto inspiegabile. Voglio dire, se un richiamo, un grido all'improvviso rompe il silenzio più completo, magari puoi non capire cosa dice, ma comunque lo senti!
Che poi magari io parlo con il Gianfù (il gatto) e mia madre mi fa "che c'è?", quindi a sentire, ci sente.
Altro esempio: quando ancora mia sorella andava al liceo, capita una mattina che chiede qualcosa a mia madre, una cosa tipo "dove sono i pantaloni?", e lei "eh?? Non ti sento, ho l'acqua aperta!" "Dove sono i pantaloni?" "Eh??" "DOVE SONO I PANTALONI??" "Non ti sentooo!" "Seeee vabbè ciao ma'!" "Ma che stai già uscendo?"
...
Una cosa difficilissima da fare con mia madre è conquistare la sua attenzione. Quando si parla con lei, bisogna incalzarla e non far cadere la connessione, altrimenti bisogna ricominciare da capo, come quando si perde la frequenza e si interrompe un contatto radio.
L'altra sera c'era gente a cena, mia madre stava vicino allo scolapiatti e io avevo bisogno di un piatto pulito. La chiamo "Ma'!" lei risponde "Eh!" Fantastico, sono connesso sulla sua frequenza! "Mi porti un piatto?" Sfortunatamente, in quel momento gli ospiti a tavola hanno deciso di alzare un po' più la voce, con il risultato che il contatto si è interrotto. Una persona normale, se tu la chiami e poi non dici niente, di solito ti chiede "cosa volevi?", invece con mia madre bisogna ricominciare da capo: "Ma'!" "Eh!" e così via, sperando di mantenere la connessione attiva fino alla fine della comunicazione.
Mia madre poi parla da sola. Anche questa cosa, non si capisce da cosa dipenda, se dalla sua smania di dare fiato alla bocca (e l'ipotesi è plausibilissima, già ne avevo parlato qui),da una sorta di scissione della personalità o da pura e semplice demenza.
Per fare un esempio, mia madre si fa l'auto-cronaca delle cose che fa per casa. Tipo: "Ok, ora questi calzini li metto qui, le mutande le metto di qua, poi stendo la lavatrice e finisco di stirare quei due pezzetti...", che tu stai lì e pensi: "ma con chi sta parlando? Vuoi vedere che a 49 anni ha un amico immaginario che nemmeno io a 5 anni?"
Della sua difficoltà nell'associare nomi e volti di personaggi famosi possiamo non parlare, a quanto pare è una cosa frequente, e quindi non mi preoccupo. Tuttavia c'è un episodio che voglio riportare: quando è uscito il video di Telephone di Lady Gaga l'ho detto subito a mia madre (che è una frociara): "Ma', è uscito il nuovo video di Lady Gaga, insieme a Beyoncé!" "Noooo, daiii!! Beyoncé! Bella! Lo voglio troppo vedere!" Detto fatto, apro YouTube e ci mettiamo a guardare, lei fomentatissima. Arriva il punto in cui si inquadra per la prima volta Beyoncé e mia madre mi fa estasiata: "Ma guarda quant'è bella! Bellissima!" Poi si gira verso di me e mi fa: "Ma chi è questa?"
Parliamo invece del fatto che si dimentica le cose a distanza di pochi minuti.
Una volta mi ha chiesto di cercarle delle informazioni su un film, io ero un attimo indaffarato, e non ho sentito il titolo, solo che le è squillato il telefono e ho dovuto aspettare per richiederglielo. Roba di due minuti. Mia madre attacca e io le faccio "Com'è si chiamava il film?" "Che film?"
...
Ora ditemi, mi devo preoccupare? E' inutile chiedere a lei se va tutto bene, questo è quel genere di malattia che se ti rivolgi al diretto interessato lui ti risponderà sempre che non c'è nessun problema, sia se è sano, come è ovvio che sia, sia se è malato, perché semplicemente non se ne rende conto.
Dico che è inutile a maggior ragione in seguito a una conversazione avuta pochi minuti fa con mia madre, da cui è poi scaturita l'ispirazione per questo post:
"Ma', ma secondo te è solo senilità precoce oppure è proprio Alzheimer?"
"Magari è pazzia"
"Beh, non so cosa sia peggio tra i tre"
"Chi sono i tre?"
Innanzitutto, non capisco se ha problemi all'udito o se la sua mente è completamente altrove.
Da quando mia sorella è andata a vivere per conto suo, con ragazzo e prole, in casa siamo solo io e mia madre, e questo significa fondamentalmente silenzio assoluto: tv rigorosamente spenta, io in camera a cazzeggiare e a farmi i cavoli miei (più raramente, a studiare), lei a fare chissà che. Tuttavia può capitare che io abbia bisogno di comunicare con lei:
"Mamma! Ma'! Mamma! Ah ma'!"
Niente, nessuna reazione.
Se escludiamo le ipotesi di sordità e di instupidimento, la cosa risulta del tutto inspiegabile. Voglio dire, se un richiamo, un grido all'improvviso rompe il silenzio più completo, magari puoi non capire cosa dice, ma comunque lo senti!
Che poi magari io parlo con il Gianfù (il gatto) e mia madre mi fa "che c'è?", quindi a sentire, ci sente.
Altro esempio: quando ancora mia sorella andava al liceo, capita una mattina che chiede qualcosa a mia madre, una cosa tipo "dove sono i pantaloni?", e lei "eh?? Non ti sento, ho l'acqua aperta!" "Dove sono i pantaloni?" "Eh??" "DOVE SONO I PANTALONI??" "Non ti sentooo!" "Seeee vabbè ciao ma'!" "Ma che stai già uscendo?"
...
Una cosa difficilissima da fare con mia madre è conquistare la sua attenzione. Quando si parla con lei, bisogna incalzarla e non far cadere la connessione, altrimenti bisogna ricominciare da capo, come quando si perde la frequenza e si interrompe un contatto radio.
L'altra sera c'era gente a cena, mia madre stava vicino allo scolapiatti e io avevo bisogno di un piatto pulito. La chiamo "Ma'!" lei risponde "Eh!" Fantastico, sono connesso sulla sua frequenza! "Mi porti un piatto?" Sfortunatamente, in quel momento gli ospiti a tavola hanno deciso di alzare un po' più la voce, con il risultato che il contatto si è interrotto. Una persona normale, se tu la chiami e poi non dici niente, di solito ti chiede "cosa volevi?", invece con mia madre bisogna ricominciare da capo: "Ma'!" "Eh!" e così via, sperando di mantenere la connessione attiva fino alla fine della comunicazione.
Mia madre poi parla da sola. Anche questa cosa, non si capisce da cosa dipenda, se dalla sua smania di dare fiato alla bocca (e l'ipotesi è plausibilissima, già ne avevo parlato qui),da una sorta di scissione della personalità o da pura e semplice demenza.
Per fare un esempio, mia madre si fa l'auto-cronaca delle cose che fa per casa. Tipo: "Ok, ora questi calzini li metto qui, le mutande le metto di qua, poi stendo la lavatrice e finisco di stirare quei due pezzetti...", che tu stai lì e pensi: "ma con chi sta parlando? Vuoi vedere che a 49 anni ha un amico immaginario che nemmeno io a 5 anni?"
Della sua difficoltà nell'associare nomi e volti di personaggi famosi possiamo non parlare, a quanto pare è una cosa frequente, e quindi non mi preoccupo. Tuttavia c'è un episodio che voglio riportare: quando è uscito il video di Telephone di Lady Gaga l'ho detto subito a mia madre (che è una frociara): "Ma', è uscito il nuovo video di Lady Gaga, insieme a Beyoncé!" "Noooo, daiii!! Beyoncé! Bella! Lo voglio troppo vedere!" Detto fatto, apro YouTube e ci mettiamo a guardare, lei fomentatissima. Arriva il punto in cui si inquadra per la prima volta Beyoncé e mia madre mi fa estasiata: "Ma guarda quant'è bella! Bellissima!" Poi si gira verso di me e mi fa: "Ma chi è questa?"
Parliamo invece del fatto che si dimentica le cose a distanza di pochi minuti.
Una volta mi ha chiesto di cercarle delle informazioni su un film, io ero un attimo indaffarato, e non ho sentito il titolo, solo che le è squillato il telefono e ho dovuto aspettare per richiederglielo. Roba di due minuti. Mia madre attacca e io le faccio "Com'è si chiamava il film?" "Che film?"
...
Ora ditemi, mi devo preoccupare? E' inutile chiedere a lei se va tutto bene, questo è quel genere di malattia che se ti rivolgi al diretto interessato lui ti risponderà sempre che non c'è nessun problema, sia se è sano, come è ovvio che sia, sia se è malato, perché semplicemente non se ne rende conto.
Dico che è inutile a maggior ragione in seguito a una conversazione avuta pochi minuti fa con mia madre, da cui è poi scaturita l'ispirazione per questo post:
"Ma', ma secondo te è solo senilità precoce oppure è proprio Alzheimer?"
"Magari è pazzia"
"Beh, non so cosa sia peggio tra i tre"
"Chi sono i tre?"
23.7.11
Amy Winehouse is Back to Black
Non è che la notizia della morte di Amy Winehouse mi abbia stupito più di tanto, a dire la verità, visto e considerato l'andazzo che aveva preso la sua vita negli ultimi tempi (c'è la mia amica L. che fino a ieri ancora si lamentava per l'annullamento del tour, di cui lei aveva già i biglietti... L., mi sa che non la vedi più...). Nessuna sorpresa, quindi, ma cavolo, un bel boccone amaro da mandare giù. Tanto talentuosa quanto fuori di testa, Amy se n'è andata lasciandoci a bocca asciutta, senza permetterci di godere di un altro dei suoi capolavori.
E dal momento che l'abbiamo già tormentata abbastanza in vita, ora ricordiamola al massimo del suo splendore.
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