16.2.13

Vorrei essere un bravo blogger...

Questo blog si va spegnendo inesorabilmente. Ogni tanto tenta di scuotersi e di riprendersi, ma questi guizzi di vigore sembrano sempre più gli ultimi respiri di un moribondo.

Mi piacerebbe tanto essere un blogger serio, dico davvero. Mi piacerebbe scrivere di quello che osservo, di quello che vivo, magari non proprio così come accade nella realtà, magari deformandolo, smussandolo, esagerandolo, ma comunque dandogli una forma che rispecchia la mia visione delle cose. Non mi importa farmi conoscere, mi piacerebbe però che la gente (quella che mi conosce, almeno) provi piacere leggendo il mio blog, sia come forma di distrazione, sia come fonte di informazioni, su cinema, libri, musica, viaggi, politica, temi sociali e via dicendo. Mi piacerebbe tutto questo.

Ma la verità è che sono pigro. Pigro e incostante.

Ho iniziato a scrivere qui diversi anni fa in un momento di depressione. Poi ho interrotto, per riprendere in un periodo di fancazzismo totale, in cui il mio unico compito era quello di scrivere una tesi a tempo perso. Sin da allora avevo i propositi di cui sopra. E come si è risolto? In cazzeggio. Cazzeggio che è durato finché sono stato laureando, single e sfaccendato. Poi anche il cazzeggio ha perso il suo interesse, e il blog è stato lentamente trascurato, con un ultimo post in occasione della reunion delle Spice Girls per le Olimpiadi, per poi essere lasciato definitivamente nell'oblio.

Spesso ci ho pensato, mammamia, mi piacerebbe scrivere di tale o talaltra cosa. Ma ciò implicava sedersi al pc, trovare delle fonti, buttare giù una bozza, riguardarla, correggere-barra-riscrivere, scegliere le parole, e tutto ciò che concerne scrivere un qualcosa che sia un minimo degno di essere letto. Troppa roba. E il risultato è quello che ho già riferito. Anche per scrivere questo post ci ho pensato diverso tempo, ho iniziato e rinunciato diverse volte, per mancanza di ispirazione, ma soprattutto per pigrizia. Quella pigrizia che ti fa iniziare le cose, ti ci fa appassionare per i primi mesi, e poi te le fa immancabilmente accantonare. Come tante cose che ho fatto nella mia vita. Forse l'unica cosa che ho fatto con costanza è lo studio delle lingue, ma nemmeno tanto, ché se fossi veramente costante come minimo analizzerei un testo al giorno, mi guarderei film e telefilm, e invece niente, ha le potenzialità ma non si applica. Luoghi comuni, che nascondono tante verità.

Non so se e quando tornerò su queste pagine virtuali. Magari questo post sarà un incentivo per continuare, magari no, magari aprirò direttamente un'altra pagina. O magari sto perdendo tanto tempo a scrivere queste cose, quando la cosa più sensata sarebbe di fare semplicemente quello che mi sento di fare. Ma in questo momento sentivo di dover scrivere queste righe, e ne ho approfittato, prima che la voglia passasse di nuovo.

Che in fondo, non si tratta proprio di questo?

14.8.12

Long live the Spice Girls.


In questa tediosa settimana di ferragosto, tra vampate di caldo soffocante e acquazzoni improvvisi accompagnati da ipocondria costante, un evento ha riscosso il mio cervello intorpidito ed è riuscito ad emozionarmi quasi fino alla commozione, tanto da spingermi a rimettere mano a questo blog: sto parlando dell'esibizione delle Spice Girls alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Londra di ieri.



Non so se rendo l'idea: le Spice Girls. Tutte e cinque. Insieme, per un'esibizione che entrerà nella storia, in quanto parte di uno spettacolo che ha visto sul palco la creme de la creme del brit pop dai Beatles a oggi. Perché diciamocelo, le Spice Girls sono state il più grande gruppo femminile di tutti i tempi e hanno segnato un'era: nessuno ha avuto un successo travolgente come loro, nessuno è stato onnipresente come loro, e nessuno ha più avuto lo stesso carattere, la stessa verve pacchiana che avevano loro.




Si vociferava di questa esibizione da mesi, si fa, non si fa, ci hanno tenuto tutti sulle spine fino a qualche giorno fa, quando sono comparse le foto delle prove. E lì ho iniziato davvero ad andare in fibrillazione.


Io ogni tanto ci ripenso e mi commuovo. Cioè, voi non potete immaginare quanto io abbia aspettato questa esibizione. Anni. Perché a 12 anni non è che le adoravo. Peggio. E quando Geri ha lasciato il gruppo non è che mi è preso un colpo apoplettico. Peggio. E ieri sera, rivederle tutte e cinque insieme, frizzanti ed esuberanti come una volta, mi ha di colpo ritrasportato a quei tempi, a quella che forse è l'unica volta in cui ho adorato un gruppo musicale in modo maniacale.


Anche perché diciamocelo, quelle di ieri sono state esattamente le Spice Girls che tutti noi abbiamo amato a suo tempo: certo, Geri è un po' meno mignottone, Mel B ha una decina di chili e tre taglie di reggiseno in più, Victoria è ancora più inutile, ma a parte questo, vi sembra che l'esibizione di domenica abbia qualcosa da invidiare a quella, altrettanto storica, dei Brit Awards del 1997?

15.4.12

Problemi di peso e le disparità della natura

Oggi voglio parlare di peso e di forma fisica.

Escludendo le patologie, si possono individuare quattro categorie di persone:

La prima categoria (che comprende vip, star e quant'altro) è quella delle persone che si fanno il mazzo in palestra dalla mattina alla sera, si cibano di carote e gambi di sedano e spendono capitali inimmaginabili in prodotti di bellezza. Queste persone da una parte mi fanno un po' pena, voglio dire, una vita di privazioni e di sacrifici è dura da sopportare anche se sei San Francesco, ma dall'altra hanno tutto il mio rispetto per la loro forza di volontà (cosa che io non avrò mai). Chapeau.

La seconda categoria è quella degli obesi per vocazione, quelli che se ne fregano del peso e dell'apparenza, anzi fanno della loro obesità un valore, un marchio di fabbrica. Sono quelli che si abbandonano ai piaceri della vita e vivono felici e in pace con se stessi e con il mondo. Anche a loro va tutta la mia ammirazione.

Poi c'è la terza categoria, a cui invece si rivolge tutto il mio odio e tutta la mia invidia: si tratta di quelli che mangiano come delle cloache, fanno la stessa attività fisica di un'ameba, e continuano ad essere magre come chiodi.

Queste persone sono la dimostrazione della malignità di Dio. Per quale motivo infatti un Padre che ci ama tutti allo stesso modo deve fare questo tipo di disparità? Per quale crudele ragione dotare solo una minoranza dei propri figli di un metabolismo super-accelerato? Perché, Dio, perché? Se ci sei e hai il coraggio rispondi!

Perché io, se non si era capito, faccio parte della quarta categoria, quella forse più comune ma anche quella più disagiata, ossia quella della gente normale, né grassa né magra, ma che passa la propria esistenza in una cruda guerra di logoramento contro i chili di troppo e i grassi in eccesso. Questa categoria è quella più variegata: c'è chi inizia una dieta a settimana (il classico "da lunedì, dieta!"), chi è in dieta perenne senza ottenere risultati, chi invece non riesce a mantenere lo stesso peso per un mese di fila, o chi semplicemente come me conduce una vita normale, mangia a pranzo e a cena, lavora, fa esercizio più o meno regolare e poi si guarda allo specchio la mattina mentre si lava i denti e quello che vede sono maniglie dell'amore, pancetta mosciume sotto le braccia. La cosa che accomuna queste persone è che qualsiasi cosa esse facciano, il loro fisico non reagisce ai loro sforzi, o lo fa in maniera del tutto opposta alle intenzioni.

Io mi chiedo, perché a questo mondo deve esistere chi non ha questo tipo di problemi? Che cosa ho fatto io di male per meritarmi tutto ciò? Perché mai deve esserci chi, come me, al primo cioccolatino già sente la ciccia uscire dall'elastico delle mutande, oppure chi dopo una settimana senza allenarsi basta che faccia un passo per sentirsi ballare tutta zona addominale che nemmeno le danzatrici del ventre? Perché devono esistere persone privilegiate e altre svantaggiate?

Come si può notare, questa cosa mi riempie di amarezza. Io davvero ce la metto tutta per essere in forma, oddio forse non proprio tutta tutta, ma insomma, sono una persona normale! Ho comprato i pesi, faccio corsa ed addominali (allenamento aerobico e anaerobico) in maniera abbastanza regolare, cerco di limitarmi nel mangiare porcate, ma diamine, la carne è debole, ogni tanto uno sfizio bisogna pur concederselo! E poi ci sono quei giorni in cui sei talmente distrutto che non ce la fai ad alzare un braccio e l'unica cosa che desideri è buttarti sul letto e dormire per 12 ore, oppure in cui hai quell'estremo bisogno di qualcosa di dolce che ti scaldi il cuore e che ti faccia dimenticare le amarezze della giornata. Sono bisogni normali no? E allora perché queste debolezze dobbiamo pagarle così care?

Ecco, mi sono sfogato.
E poi tanto quando avrò i soldi mi faccio la liposuzione, tiè.

30.3.12

MDNA: le ossessioni di una diva attempata

Eccomi qui, di nuovo su questo blog dopo mesi di silenzio. Qualcuno mi ha chiesto il perché di questa assenza. Il motivo è semplice: non c'è stato niente che mi andasse di scrivere. Ma il momento è arrivato, amici miei, quello che sta succedendo in questi giorni è troppo importante e non posso esimermi dal commentarlo. Di cosa sto parlando? E' morto qualcuno? Rocco Siffredi ha dichiarato di essere gay? Hanno trovato il vaccino per l'AIDS? La profezia dei Maya si è rivelata esatta? Niente di tutto ciò, è qualcosa di mooolto più grande. Ciò a cui mi riferisco è che dopo anni di snervante attesa è uscito MDNA, il nuovo album di Madonna.


Sicuramente sapete meglio di me com'è stata lunga e difficile la gestazione di questo album, e a quale sfida andava incontro: quattro anni di assenza dalle scene e ti ritrovi con diecimila sgualdrine (vabbè, diciamo una...) che pretendono di rubarti il titolo di regina del pop, gelosamente conservato con le unghie e con i denti per intere decadi. Dico io, voi non vi incazzereste come un bue?
Quindi con questo nuovo album Madonna si è posta degli obiettivi ben chiari, che possiamo così sintetizzare:
1. Eliminare la vecchiaia dalla faccia della terra.
2. Riconquistare non solo i suoi fan più incalliti che l'avevano data per finita con Hard Candy, ma anche le nuove generazioni (che poi ci sono i fan imperterriti che sono una garanzia e potrebbe campare solo con quelli, ma vabbè).
3. Riprendersi il trono che le spetta di diritto come unica e imperitura Regina del Pop.
4. Far capire alle altre sgualdrine (una in particolare) chi comanda.

Già con la pubblicazione della cover (che se avete vissuto su un altro pianeta negli ultimi mesi e non l'avete mai vista, è quella a inizio post) è possibile intravedere i suddetti obiettivi: design "gggiovine" e accattivante, colori che attirano il gay come l'ape al miele, e una sigla, MDNA, che ha subito fatto sì che il mondo intero si chiedesse quali messaggi in codice contenesse.
Poi è uscito il primo singolo, Give Me All Your Luvin' e agli obiettivi iniziali se n'è aggiunto un altro, ossia:
5. Far in modo che il mondo dimenticasse che Give Me All Your Luvin' sia mai uscito.

Da qui è stato tutto un crescendo, una tortura dopo l'altra, con snippet una più deludente dell'altra, e con tutti i gay del pianeta che si ripetevano come un mantra "Sicuramente ascoltato per intero questo disco è una bomba", fino a che non è uscito il video del primo vero singolo dell'album, Girl Gone Wild, in cui Madonna scopre tutte le sue carte:



Che dire? Una Madonna giovane e porca come non si vedeva dai tempi di Erotica, e che sembra gridare a squarciagola "Rivoglio indietro tutti i miei froci!!". Un video che non potrebbe essere niente di più diverso da GMAYL (per fortuna) e che è un tripudio di citazioni bibliche, catene, tacchi a spillo, addominali e lacrime di sangue. E autocitazioni. Forse un po' troppe.

E così arriviamo all'album, quell'MDNA tanto agognato e finalmente disponibile dal 26 marzo (in realtà qualche giorno prima, ma noi siamo bravi ragazzi e non l'abbiamo scaricato, no?): si mette il cd e parte l'atto di dolore seguito dalla già nota GGW, una mezza delusione (soprattutto se uno pensa a Hung Up o Music) ma vabbè, è il singolo apripista discotecaro e ce sta.
E poi? E poi niente. Un'anonimità  infinita. Semplicemente è volato senza che me ne accorgessi, e poi non ho provato nessun desiderio di risentirlo.
Traccia dopo traccia l'impressione più forte è quella che questo disco sia un concentrato di Ray of Light e Confessions on a Dance Floor (non a caso i maggiori successi di Madonna dagli anni '90 in poi). Esatto, un concentrato, ma in peggio. Il punto è che sembra che Madonna fosse così concentrata sui suoi obiettivi, così concentrata ad apparire sempre la migliore (oltre che sempre giovane) che ha finito per riciclarsi e diventare la caricatura di se stessa, con buona pace di tutti quelli che parlano di "autocitazioni".
Dico io, che senso ha auto-copiarsi, quando lo fanno anche tutte le altre? Ok, Madonna è l'originale, ma così non finisce per diventare ella stessa una copia delle copie? In un contesto dove regna il "copiami che ti copio", non sarebbe stato più furbo fare qualcosa di veramente nuovo, veramente degno della regina del pop, piuttosto di un "copiatemi quanto volete, ma lo faccio meglio io"? E quello che mi stupisce più di tutto è che l'abilissima calcolatrice Madonna non abbia pensato ad una cosa del genere.

Ma facciamo un'analisi traccia per traccia:
1. Girl Gone Wild:  vedi sopra.
2. Gang Bang: osannata da tanti come la traccia migliore dell'album, acida e incazzata. La mia opinione? Due palle così. E mi ricorda una cifra la musica che mettevano a 1+1 a Xi'an, ma probabilmente a 1+1 ci sono andato solo io, quindi nessuno capisce di cosa parlo. E poi lo sbrocco finale, completamente gratuito.
3. I'm Addicted: inutile.
4. Turn Up the Radio: carina, ma facilmente dimenticabile.
6. Some Girls: la mia preferita, ma non significa che mi faccia impazzire.
7. Superstar: orecchiabile, se non fosse uguale dall'inizio alla fine, ma di una stupidità che rasenta la bimbominkiaggine. Me l'immagino Madonna che dice alla figlia: "Lola bella de mamma la facciamo una canzone insieme? I testi li scrivi tu, che dici?".
8. I Don't Give A: inutile. Ma se non altro, Madonna dopo American Life ha capito che i rap non li sa fare e li fa fare a qualcun altro.
9: I'm a Sinner: l'emblema dell'album: riesce ad mischiare Beautiful Stranger, Ray of Light e Shanti-Ashtangi (!!!) in un'unica canzone.
10. Love Spent: Molto carina, ma se Superstar è uguale dall'inizio alla fine, questa cambia melodia in modo radicale e inspiegabile. Della serie, "originalità a tutti i costi".
11. Masterpiece: ballatona senza arte né parte.
12. Falling Free: vedi sopra.
13. Best Friend: inutile.
14. Beautiful Killer: inutile.
15. Fucked Up: bella. Me piace. L'unica traccia che mi convince dall'inizio alla fine.
16. B-day Song: te prego. Te prego. Manco a 12 anni. E quell'"Happy Birthday!!!!" alla fine mi fa venire la pelle d'oca.

E qui arriviamo all'altro punto della recensione, dove un appello è d'uopo: Madonna mia (che non è un'esclamazione), c'hai 53 anni, non 30, non 40, 53. Non sei una girl. Rassegnati. Ci puoi mettere nel disco tutti i gridolini da bimbominkia che vuoi, ti puoi mettere tutti gli hot-pants scosciati che vuoi, ti puoi riempire di botox quanto ti pare, ci puoi sommergere di tweet,  ma a l'età si vede, si vedeva già 10 anni fa. E, francamente, sei patetica. Oltre che poco credibile.
Il punto è che Madonna deve rendersi conto che non può battere le sue nuove rivali sul loro stesso piano, quello della giovinezza, perché loro hanno il vantaggio di esserlo per davvero, giovani, e quello che Madonna riesce a ottenere è solo un risultato grottesco. Ma non sarebbe moolto meglio se facesse della sua maturità artistica e anagrafica il suo punto di forza? Un Ray of Light, oggi, sarebbe perfetto. O anche solo una cosa del genere:



Elegante, raffinato, di classe, intenso e comunque non "da vecchia", dato che è questo che la ossessiona.
Voglio dire, facendo due conti: se fai un album di merda, i fan accaniti lo comprano e ok, gli altri invece non li conquisti, anzi fai l'effetto contrario. Se invece fai un album più serio e "di nicchia" i fan accaniti lo comprano lo stesso, e magari scappa ci pure che qualcun altro lo incuriosisci, no? Quindi tra i due, quale conviene di più?

In definitiva, un album di cui non c'era assolutamente bisogno: magari è solo un tentativo di riconfermare il proprio ruolo prima di riuscirsene con il vero botto, ma per ora i fatti sono questi, e non sono per niente entusiasmanti.
Che poi io parlo tanto, ma comunque MDNA me lo sono comprato lo stesso (anzi me l'ha regalato Robb <3). Perché l'ho già detto qui, a Madonna non si resiste. E quindi alla fine bella così.

21.12.11

Lettera per Babbo Natale

Caro Babbo Natale,


anche quest'anno ti scrivo una letterina con le mie richieste per i regali di Natale. Stavolta ho deciso di scriverti su questo blog, dal momento che nessuna delle lettere che ti ho mandato in Lapponia è mai stata presa in considerazione: ho pensato che l'indirizzo fosse sbagliato, oppure che non sono stato abbastanza buono (non credo), o semplicemente che si siano tutte fermate all'ufficio postale di Acilia, vista l'efficienza delle Poste Italiane. In ogni caso, quest'anno la scrivo qui e la posto anche su Facebook, quindi non ci sono scusanti.

Negli anni passati, forse, ti ho fatto richieste troppo impegnative: la pace nel mondo, il vaccino per l'Aids, l'eliminazione di Umberto Bossi, una bomba sul Vaticano... quindi questa volta voglio limitarmi a dei desideri più umili e di più facile realizzazione. Ti assicuro che sono stato buonissimo (come sempre), quindi ti prego di esaudire queste mie semplici richieste.

Per prima cosa, Babbino, vorrei tanto un netbook nuovo. So che ne ho comprato uno appena due settimane fa, ma tempo due giorni e ci ho versato sopra il caffè, per ora solo la tastiera presenta problemi (è tutta appiccicosa) ma ho paura che tra non molto ne verranno fuori altri, quindi per favore, portamene uno nuovo e non ci pensiamo più.

Insieme al netbook vorrei anche una custodia per portarlo in giro: sai com'è, finora non ho ancora avuto il coraggio di farlo uscire di casa, sbadato come sono, e anche stando dentro casa hai visto che cosa è successo. Fai una cosa, portami una scocca iperprotettiva, tipo armatura medievale, così, dovesse cadermi dal letto come è successo al vecchio portatile, almeno siamo sicuri che non si danneggia.

A proposito del vecchio portatile, quella volta che è caduto si è rotto il lettore cd: non è che potresti portarmene uno esterno? Così almeno posso sentire il cd di Robb! E portami anche un hard-disk bello capiente per salvare tutti i dati, dato che dopo la caduta il mio povero portatile non si è mai più ripreso e temo che mi abbandonerà da un momento all'altro.

Come ultima richiesta, potresti portare una bella tazza per Robb? L'altro giorno, mentre gli lavavo i piatti, ho rotto la tazza che gli aveva regalato sua sorella, e ora vorrei tanto risarcirlo con una tazza di pari valore.

Mi sembra nessuna di queste richieste sia irrealizzabile, no?

Anche se, a leggere meglio...
Fai una cosa, va', Babbo Natale, portami un cervello nuovo, che questo ormai a quanto pare è usurato e mi fa fare più danni che altro. Portami un cervello nuovo di zecca e risolviamo tutti i problemi alla radice.

Grazie Babbo!

Tuo
XieZhi

28.11.11

Laureato! Qualche vaffanculo

E pure questa è fatta, come disse Berlusconi durante un bunga-bunga. Questa laurea tanto sudata è presa, ci ho perso 5 anni e ho sputato tanto sangue, ma alla fine ci sono arrivato e sono entrato ufficialmente nel mondo dei disoccupati. Ma non ci voglio pensare, oggi si festeggia, se magna e se beve, e poi disoccupato de che che già ho iniziato la specialistica, della serie "famose male". Vabbè.
No, quello che volevo fare a questo punto era mandare qualche vaffanculo. Voglio dire, sulla tesi ci sono i ringraziamenti, le persone che ne meritavano di ulteriori sono state debitamente soddisfatte (anche se non è mai abbastanza), in questa sede, invece, voglio mandare a quel paese tutti quelli che mi hanno messo i bastoni tra le ruote in questi anni, e andassero tutti a morì ammazzati, il 110 e lode di oggi è tutto alla faccia vostra.
Come prima cosa, come non mandare a fanculo Li Chengjian, quel Li Chengjian per cui sono stato a un passo da accannare tutto? Se fosse stato per lui, questo giorno non sarebbe mai arrivato, e non sarei mai stato felice come lo sono oggi. Quindi, Li Chengjian, vaffanculo!
Il secondo vaffanculo è invece per tutti quei prof. e le loro materie inutili che mi hanno rallentato in questi anni, in particolare la Moretti e la sua geografia regionale di merda che non se sa quanto ho faticato per prepararla, Salsano e il suo Alfieri che io che studio cinese che cazzo me lo fai studià a fa, e uno su tutti Ratti e la sua storia del cazzo: se tu mi avessi fatto fare il tuo schifo d'esame, mi sarei laureato 6 mesi prima, stronzo! Ah, e tra parentesi, prendilo al culo ogni tanto. A lui e a tutti gli altri, vaffanculo!!
Ma il vaffanculo più grande va a Roma 3 tutta: se oggi ho preso 110 e lode lo devo solamente al bucio di culo che mi sono fatto e alle persone che mi hanno sostenuto sin dall'inizio (grazie, prof. Lombardi!). A te, Roma 3, non devo nemmeno un soldo bucato, da te non ho imparato assolutamente niente, e se fosse stato per te oggi sarei stato uno dei tanti laureati inetti di cui è piena l'Italia. Quindi un sentitissimo vaffanculo non te lo leva nessuno. Ci si rivede alla specialistica.

12.11.11

Vecchi film e nuove emozioni: Il Re Leone

Ci sono dei film che sono intramontabili e che, vuoi per il fatto che sono capolavori di per sé, vuoi per tutto il carico affettivo di cui sono impregnati, uno non si stancherebbe mai di vedere e rivedere. Ieri però, per la prima volta mi è capitato di rivedere uno di questi film al cinema, e cavoli, non mi sarei mai aspettato una tale emozione.
Sì, sto parlando de Il Re Leone, il 32° classico Disney uscito per la prima volta nel 1994, e da ieri di nuovo nelle sale italiane "arricchito" dal 3D.
Che dire?
Suppongo sia inutile che vi parli de Il Re Leone, uno dei film che ha segnato l'infanzia di tutti quelli della mia generazione. Sarà, non so, la centesima volta che lo rivedo, e ogni volta puntualmente mi commuovo, ma mai, MAI come ieri: praticamente, ero in lacrime dopo i primi 10 secondi dall'inizio. Sarà l'effetto cinema? Saranno i ricordi? Sarà che dopo 17 anni mi sono ritrovato in sala a riscoprire questo capolavoro in tutta la sua maestosità? Non saprei dire, ma sicuramente ne è valsa la pena. E' stato un piacere vedere la sala piena, con gente della mia età, nostalgici come me, e bambini che per la prima volta si divertivano e si emozionavano davanti alle vicende di Simba, Nala, Timon e Pumbaa, come è successo a me quando avevo 10 anni. Ed è stato un sollievo constatare che si trattava della versione originale, senza inutili scene aggiunte e drammatici cambi di doppiaggio. Unica pecca il 3D, che proprio non riesco a farmi piacere, ma che volete, è il prezzo da pagare per rivivere queste emozioni al giorno d'oggi.
E' un po' deprimente pensare che oggi, per riprovare queste emozioni semplici e genuine, sia necessario andare a rivedere i vecchi film, ma se questo è l'effetto, ben vengano le riedizioni. E pazienza per il 3D, ce ne faremo una ragione.
Concludo con il primo, potente poster originale: godetevelo.

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